ciampi

Ciampi

Il Gran Caffè Gambrinus è da sempre il Caffè frequentato dai Presidenti della Repubblica italiani in visita a Napoli, ma è soprattutto Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica dal 1999 al 2006 e cittadino onorario della città di Napoli dal 1995, ad aver fatto della caffetteria Gambrinus il luogo di un rito irrinunciabile ed esclusivo.

Ogniqualvolta si è trovato a Napoli, non ha mai rinunciato a ritrovarsi, con la moglie Franca, in quel gioiello d’arte e storia a pochi passi da Palazzo reale e dal teatro San Carlo per sorseggiare il miglior caffè della tradizione napoletana.

Oscar Wilde, 1882. LEHTIKUVA / EVERETT COLLECTION / Jerry Tavin

Oscar Wild

UNA TREGUA DAGLI AFFANNI

Oscar Wilde (1854-1900) è tra gli esponenti di spicco del decadentismo europeo di fine ‘800. Sferzante, controverso, incline alla provocazione, dovette scontare una condanna penale per reati contro la morale.

Uscito dal carcere di Reading nel 1979, riparò a Napoli insieme a Lord Alfred Douglas nascondendosi sotto falso nome con l’intenzione di trovare pace proprio in quel luogo, Posillipo, il cui nome in greco significa “tregua dal pericolo”. Qui, infatti, i due presero alloggio rimanendo a Napoli fino al marzo 1989.

Pur cercando di mantere un profilo basso, il grande scrittore irlandese non poté fare a meno di frequentare il Caffé più rinomato della città, il Gran Caffè Gambrinus, per rivivere i fasti di quel bel mondo di cui era stato protagonista indiscusso.

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Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio (1863-1938) è il poeta civile per eccellenza, protagonista assoluto della vita politica e culturale dell’Italia tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Nato a Pescara, visse a Napoli dal 1891 al 1893 collaborando a Il Mattino e Il Corriere di Napoli.

La tradizione vuole che, durante un caffè al Gambrinus, il poeta fosse sfidato dall’amico Ferdinando Russo a scrivere una canzone in dialetto napoletano, canzone che D’Annunzio scrisse di getto addirittura a matita sul marmo di uno dei tavoli del Caffè.

Il testo della celebre A vucchella fu musicato da Francesco Paolo Tosti alcuni anni dopo e la canzone fu incisa da Enrico Caruso.