Capsule del caffè Gambrinus: il caffè napoletano per eccellenza!

Che cosa c’è di meglio dell’aroma di un bel caffè caldo che si propaga in casa di primo mattino, pronto a dare la carica per affrontare le sfide quotidiane, o delle pause da lavoro rese così speciali perchè accompagnate da una bella tazzina di caffè da gustare con i colleghi o del caffè da sorseggiare insieme agli amici in una caffetteria nel tempo libero? Secondo noi non c’è nulla di meglio, e il caffè in tutto questo ha un ruolo veramente importante.

Ci prendiamo un caffè?

Diciamocela tutta il caffè soprattutto per noi napoletani è una bevanda veramente speciale  non solo per il suo irresistibile gusto, per il carico di energia che da, ma è speciale soprattutto per il potere che racchiude in se, che potremmo definire aggregante. Eh si perchè l’espressione “ci prendiamo un caffè?”, è un modo di dire sempre attuale e sempre vivo nel nostro linguaggio, che vuole proprio sottolineare l’aspetto della condivisione e della convivialità. 

Ma diciamoci la verità,  non sempre le nostre vite e i nostri impegni ci permettono di avere tutto questo tempo libero per andare in un bar o in una caffetteria a sorseggiare un buon caffè. E allora, siamo costretti a rinunciare? Vi starete chiedendo?

La risposta per noi è: assolutamente no!

Per tutti gli appassionati del buon caffè, ma super oberati dal lavoro, c’è una soluzione veramente unica e molto semplice e cioè quello del caffè preparato direttamente a casa o in ufficio attraverso l’ausilio della macchina Nespresso, in cui poter utilizzare le innovative capsule compatibili realizzate  dal Gran Caffè Gambrinus.

Queste capsule sono state infatti proprio concepite per dare l’opportunità a tutti gli estimatori del vero caffè di poterlo bere direttamente da casa o in ufficio.

Esse racchiudono al loro interno tutto l’aroma e tutto il gusto del caffè  che di solito si  beve   al Gran Caffè Gambrinus, direttamente da casa.Un vero toccasana soprattutto per chi vive lontano da Napoli e certo di rado può concedersi di bere un caffè eccellente.

Grazie ad un’accurata selezione in fatto di caffè, il Gran Caffè Gambrinus ha ideato questo tipo di capsula che racchiude in se fedelmente il  gusto del caffè napoletano che da oggi si può gustare veramente dappertutto.

Perchè tutti meritano di gustare il nostro caffè, ovunque si trovino!

 

 

 

Il barista a Napoli

Articolo di Michele Sergio pubblicato su L’Espresso Napoletano del mese febbraio 2018

Quello del barista è tra i mestieri più diffusi nella nostra città; nulla di sorprendente considerato che Napoli è tra le città con la più alta densità di bar e caffetterie al mondo. Più in particolare la figura che maggiormente si distingue tra i baristi napoletani è quella del macchinista, dell’addetto alla macchina del caffè, vero e proprio deus ex machina (è il caso di dirlo!) d’ogni Bar!

Il macchinista napoletano si differenzia da ogni altro per varie ragioni.

Per il bagaglio d’esperienza che acquisisce in breve tempo innanzitutto, visto che, a differenza che altrove, il bar a Napoli è essenzialmente caffetteria per soddisfare la richiesta quotidiana, veramente alta, di caffè espresso da parte dei napoletani (la nostra città detiene il record di consumo di caffè pro capite in Italia, pari, in media, a 5 caffè al giorno).

In secondo luogo per la peculiarità del suo lavoro quando si tenga presente che l’espresso napoletano si differenzia notevolmente da quello d’altre parti d’Italia per tecnologie, procedure e metodi, usanze e miscele.

Solo a Napoli, per cominciare, la Macchina per la preparazione del caffè espresso è quella a leva  laddove, nel resto d’Europa, regna incontrastata la macchina automatica (o, per meglio dire, ad erogazione continua). La macchina a leva dà al barista maggiore libertà nella preparazione e gli consente di preparare più caffè contemporaneamente; sarà pur meno moderna rispetto alle automatiche, ma rende creativa la preparazione della bevanda, emancipa il macchinista dal ruolo di semplice programmatore/esecutore cui, invece, lo confina la macchina automatica.

Sotto il profilo dell’uso, poi, è tradizione tutta napoletana servire il caffè nella tazzina bollente, così che l’attenzione di chi lo beve è tenuta desta (per non scottarsi): il caffè a Napoli non si beve distrattamente, quelle poche dita di bevanda devono essere sorbite attentamente, assaporate con intensità partecipativa.

Arriviamo, infine, alla celeberrima miscela napoletana (mix equilibrato e sapiente di ottime differenti qualità di caffè) ed ai metodi di ottenimento della stessa, attraverso la lenta tostatura ad alta temperatura.

Il caffè espresso napoletano: unico ed inconfondibile, come unici e specialisti sono i macchinisti partenopei.

Tale e tanto patrimonio storico e culturale ha giustamente ispirato nelle scorse settimane l’avvio, al  Gran Caffè Gambrinus, della raccolta delle firme per la candidatura UNESCO del caffè espresso napoletano. Dopo il riconoscimento ottenuto dalla pizza napoletana è, ora, la volta del Nostro caffè, di un bene immateriale che merita altrettanta attenzione e protezione internazionale.

L’espresso della nostra città è copiato in tutto il mondo, ma non con analoghi esiti, perché non è  preparato con la stessa arte, non con lo stesso spirito, non con lo stesso cuore che solo i nostri baristi, i macchinisti napoletani, riescono a infondervi. Anche quando con macchinari e miscele simili, l’espresso preparato in ogni altra parte che non sia Napoli è cosa differente rispetto al nostro, rispetto a quello che ogni turista in visita nella nostra città vuole provare almeno un volta – ma  mai si limita ad una sola degustazione – convinto, senza sbagliarsi, di vivere un’esperienza di gusto e culturale unica.

Vera e propria istituzione della società partenopea, l’espresso napoletano merita senz’altro il riconoscimento UNESCO, al pari dei Caffè Viennesi e del Caffè Turco che (forse non tutti lo sanno) hanno ricevuto il “titolo”, rispettivamente, nel 2011 e nel 2013. Siamo convinti che ogni napoletano e tutti gli amanti sparsi per il mondo intero pensino che il riconoscimento di patrimonio dell’umanità del nostro caffè espresso sia (almeno) altrettanto meritato.

C’è solo da augurarsi che i Caffè ed i Bar tutti di Napoli, le migliori forze culturali, sociali e amministrative, sostengano in maniera compatta la candidatura, sì da aggiungere un nuovo, ulteriore e prezioso elemento di lustro, riconoscibilità ed eccellenza della nostra città e dei suoi storici e unici sapori.

Il liquore al caffè: storia di un successo tutto italiano!

Aroma intenso, gusto deciso, il liquore al caffè è una delle bevande che riesce ad esprimere questo tipo di sensazione, e che da diversi anni si dimostra uno dei liquori più amati  e scelti dagli italiani.

La storia

La sua, è una storia che risale ai tempi dell’unità d’italia 1860, grazie all’intuizione dell’italiano, Ugo Borghetti, proprietario del Caffè Sport, che proprio in quegli anni, durante l’inaugurazione della linea ferroviaria Pescara- Ancona, crea una combinazione vincente tra alcol e caffè che veniva servito ai passeggeri di quella tratta.

Il successo di questa bevanda arrivò ben presto, tanto che il signor Borghetti  si trasferì nella capitale e iniziò a produrlo a livello industriale. Il caffè Borghetti, così veniva identificato questo liquore, divenne un simbolo per gli italiani e iniziò a conquistare i palati di tutti.

Gli anni bui

Negli anni ’70 del 900 però iniziò il declino per questa azienda che fino ad allora era  sempre  stata florida, che era riuscita a superare i periodi bui come quelli delle guerre mondiali e della dittatura. A causa  infatti di dissensi finanziari ci fu il fallimento del marchio proprio negli anni 70. Da questo momento in poi fino al 1982 l’azienda subirà una serie i cambiamenti fino all’arrivo dell’azienda Fratelli Branca Distillerie che darà nuova luce al marchio e a questa speciale bevanda.

Una bevanda multitasking

Ma come si consuma questa bevanda?Essa può essere la scelta perfetta per concludere una cena abbondante, infatti ha grandi proprietà digestive, ma può essere concepito anche come un piccolo peccato di gola durante le fredde serate d’inverno. Si può consumare liscio o con ghiaccio e può diventare ingrediente fondamentale sia per la realizzazione di cocktail ma anche di dolci come il tiramisù. Insomma il liquore al caffè, sta bene dappertutto.

Liquore al caffè handmade

Questo oltre ad essere uno dei liquori più gustosi in circolazione risulta anche uno dei più semplici che è possibile realizzare in casa. Ogni famiglia ha la sua ricetta con i suoi piccoli segreti per preparalo che custodisce gelosamente. La ricetta negli anni si è andata via raffinando facendo si che questo liquore sia sempre uno dei protagonisti sulle tavole degli italiani.

 

Quali sono i caffè storici di Napoli

Articolo di Michele Sergio pubblicato su Il Roma il giorno 11 febbraio 2018

Siamo nella Napoli di fine ’700, città cosmopolita, vivissima ed in continuo fermento, permeabile ad ogni novità in fatto di gusto, di moda e di costume, d’oltralpe ed esotica provenienza che sia, quando aprono i primi battenti delle “botteghe del caffè”. Qui i napoletani scoprono e bevono il caffè, bevanda d’assoluta novità, ma possono anche degustare altre prelibatezze: pasticcini, cioccolata, gelati ed anche piatti tipici della cucina tradizionale partenopea. In breve tempo le caffetterie si moltiplicano e diventano luoghi di aggregazione non solo per persone comuni, ma anche per politici e artisti, imprenditori e studiosi, che consolidano l’abitudine di incontrarsi in “posti fissi”, per discutere, confrontarsi, creare, ispirarsi, decidere e cospirare! Le caffetterie napoletane diventano il salotto privilegiato dove fare cultura, tendenza e informazio-ne. È nelle caffetterie che a Napoli, fino ai primi decenni del ’900, ci si confronta sui temi quotidiani, si discute delle questioni politiche, si dibatte di temi filosofici, vedono la luce testate giornalistiche, si creano opere in musica e prosa, si compongono poesie, si trova l’ispirazione per un nuovo dipinto, nasce un partito politico, si fomenta e si progetta un sovvertimento del potere. I principali Caffè sono concentrati lungo l’asse di Via Toledo, la passeggiata napoletana per eccellenza: Caffè Trinacria, Caflisch, Caffè d’Europa, Birreria dello Strasburgo e Caffè Gambrinus. Nota triste: solo l’ultima tra le storiche caffetterie napoletane è sopravvissuta alla dura prova del tempo. Bastano i ricordi, le poche foto d’epoca e qualche gouaches però, a rendere ancora viva l’immagine di questi luoghi magnifici in una Napoli antica che (purtroppo) non c’è più.

Caflisch – Primo esempio di franchising voluto dallo svizzero Luigi Caflisch che scelse il Regno delle Due Sicilie come luogo dove impiantare, fuori dal suo paese, altre sedi della sua attività moderna e all’avanguardia. Il più importante dei vari punti vendita sorse nel 1827, in via Toledo, nel vanvitelliano Palazzo Berio.

Caffè Trinacria – Fondato nel 1810, sempre in Via Toledo. Classico caffè ottocentesco con specchi e divani rossi. Tra i frequentatori illustri ricordiamo Alexandre Dumas e Giacomo Leopardi che qui soleva consumare i suoi amati sorbetti.

Caffè d’Europa – Per molti anni il caffè più bello e raffinato nel cuore della città di Napoli. Dal 1845 in piazza San Ferdinando per volontà dei coniugi Thevenin, in particolare di Madame Thevenin, parigina trasferitasi a Napoli, la quale riuscì a veicolare presso la propria caffetteria la migliore clientela.

Birreria dello Strasburgo – A dispetto del nome era un caffè-concerto ubicato in Piazza Castello (Piazza Municipio). Fu uno dei ritrovi più amati dai napoletani che, tra piante ornamentali e fiori profumati, gustavano il caffè ascoltando musica. Meta abituale di Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo.

Caffè Gambrinus – In Piazza del Plebiscito, dal 1860 fu ritrovo di artisti, politici, giornalisti, scrittori e poeti. Galleria d’arte liberty, con dipinti e statue dei migliori esponenti della Scuola di Posillipo, ospitava spettacoli di café chantant. Visitarono il Gambrinus la Principessa Sissi – che nel 1890 gustò il gelato alla violetta (lo si può consumare ancora oggi) – Gabriele D’Annunzio – abituale frequentatore, che, per scommessa, vi scrisse la celebre poesia-canzone “A Vucchella” – Matilde Serao – che fondò “Il Mattino” tra un caffè e un piatto di pasta – Oscar Wilde, Jean Paul Sartre.

I luoghi di Napoli più romantici

Il giorno più romantico dell’anno, San Valentino sta per arrivare, mancano infatti pochi giorni all’evento più atteso dagli innamorati.

La nostra è una città che regala molti spunti  su come trascorrere questo giorno e non solo. Eh si perchè Napoli diciamoci la verità, la nostra  è una città davvero romantica tutto l’anno.Vediamo insieme i luoghi più  rappresentativi di questa città che potremmo definire dell’amore

Borgo dei Marinari

borgo marinari

Il borgo dei marinari è certamente una delle zone più romantiche della città  da vivere sopratutto di sera quando con il calar del sole i ristorantini a due passi dal mare iniziano ad illuminare questo borgo a al punto da farlo diventare un posto davvero magico.Si cena col il profumo e l’odore del mare a due passi dalla magnificenza del Castel dell’Ovo.

Lungomare con lucchetto

Lungomare di Napoli con lucchetti

Restiamo sul lungomare, e se continuiamo a parlare di romanticismo non possiamo citare una delle ultime tendenze che passeggiando proprio accanto al mare è possibile incontrare, ovvero quella del lucchetto. Eh si perchè proprio come a Roma sul ponte Milvio, anche qui a Napoli è possibile suggellare il proprio amore con un lucchetto.

Palazzo Donn’Anna

 

Altro luogo incantevole e romantico è sicuramente il maestoso palazzo Donn’Anna, un vero gioiello della nostra città, dove il mare è il vero protagonista. Proprio in questa zona è possibile mangiare in ristorantini davvero molto caratteristici o scegliere  di trascorrere qualche ora in  una delle spa, più belle della città con una vista mozzafiato.

Finestrella di Marechiaro

 

 

Per chi cerca il romanticismo allo stato puro in città allora non può non fare una tappa alla finestrella di Marechiaro, luogo simbolo di Napoli e sopratutto dell’amore, che ha ispirato canzoni e poesie famose in tutte il mondo.

Via Chiaia

 

Questa zona in occasione del San Valentino si arricchisce di luminarie a tema, cuori luminosi, scritte d’amore con le quali è possibile scattarsi un selfie, via Chiaia in questo periodo è veramente magica e suggestiva.Una passeggiata tra le luci il giorno di San Valentino è veramente un occasione da non farsi scappare.

Terrazza di San Antonio A Posillipo

 

E’ uno dei punti più alti della città dove è possibile ammirare tutto lo splendore di Napoli, una Napoli romantica e suggestiva, siamo parlando della Terrazza di Sant Antonio  a Posillipo, dove tutti gli innamorati partenopei sono andati almeno una volta nella loro vita.Questo luogo,  è circondato di una piccola chiesa e di tredici rampe.

Belvedere di San Martino

 

Se cavalchiamo l’onda delle viste spettacolari della città allora non possiamo non citare il suggestivo belvedere di san Martino nella zona del Vomero. Questa terrazza in cui confluisce molta della gioventù napoletana è molto carina e permette una vista della città davvero da mozzare il fiato. Lungo il belvedere ci sono piccoli bistro e una caffetteria dove è possibile ordinare qualcosa da asporto e gustarlo proprio alla vista della magnificenza di Napoli.

A carnevale a Napoli, si mangia così!

Carnevale è uno dei periodi tanto attesi, non solo per i bambini e per il fatto che possono mascherarsi dai loro personaggi preferiti, ma questo è il  periodo più atteso per i  golosi. Proprio in questi giorni, infatti è possibile gustare delle prelibatezze culinarie senza precedenti e che ormai si tramandano da diverso tempo.

Tra salato…..

Il carnevale a Napoli in tavola si divide tra prelibatezze salate e dolci. Alla prima categoria, appartiene sicuramente sua maestà la lasagna, un primo piatto che da solo riesce a conquistare i palati di tutti. Questa ricetta  così antica risale alla fine del 1700, nel periodo del Regno delle due Sicilie. A quanto pare Re Ferdinando II apprezzava così tanto questo piatto da aver preso il nomignolo di “Re Lasagna”! E se la lasagna napoletana piaceva al re allora possiamo dire che è un vero e proprio piatto regale!

E dolce……..

Se parliamo della seconda categoria ci riferiamo invece alla triade dei dolci più gustosi di sempre: chiacchiere, sanguinaccio e migliaccio.

Le chiacchiere, sono il dolce per antonomasia di questa festa. Secondo una leggenda napoletana, la storia di questo dolce viene fatta risalire alla regina Savoia che durante una chiacchierata con le amiche di corte, chiese ad un certo punto al suo chef Raffaele Esposito, di creare per loro un dolce che potesse allietare lei e i suoi ospiti, da qui l’invenzione di questo dolce e del suo nome ispirato ala chiacchierata reale. La ricetta delle chiacchiere è molto semplice e sicuramente poco dispendiosa. Questo dolce può essere cucinato sia al forno sia fritto, in entrambi i casi è buonissimo.

Il sanguinaccio è l’altro dolce, che spesso ha il compito di “inzuppare” le chiacchiere. La storia di questo dolce è molto antica e risale ai tempi del medioevo, in cui questo tipo di crema veniva realizzata con il sangue del maiale. Oggi questa tradizione è per lo più persa e alla ricetta storica sono stati sostituiti ingredienti decisamente più gustosi come il cacao, lo zucchero la cannella.

Infine troviamo il migliaccio dolce, una pietanza  preparata in origine con la farina di miglio, da cui prende il nome (anche se oggi si trova più spesso a base di grano duro) e uova, poi arricchitosi con ricotta, acqua di mille fiori (o di fiori di arancia) e canditi. Anche di questa torta esistono diverse varanti, ma i più filologici vogliono la versione originale caratterizzata da una grana grossa, data dalla lavorazione a mano.

Insomma il Carnevale a Napoli in tavola è veramente eccezionale e tutto da provare.