Il Gelato al Caffè

Articolo di Michele Sergio pubblicato su IL ROMA il giorno 19 agosto 2018

Colorato, genuino, rinfrescante; alla frutta o in dolci creme; ricco di preziosi nutrienti. Parliamo del gelato l’alimento preferito da grandi e piccini durante la stagione calda.

Già in epoca romana si mangiava qualcosa di simile al nostro gelato e si chiamava “nivatae potiones, una sorta di dessert freddo, ottenuto conservando in alcune cave la neve raccolta durante gli inverni, per poi portarla in città durante le stagioni più calde, mescolandola a frutta, succhi e miele. Anche Seneca cita queste gustose macedonie di frutta con miele e neve! Col passare dei secoli il gelato vivrà una grande evoluzione grazie a due personaggi: l’architetto Bernardo Buontalenti (fiorentino del XVI secolo, considerato da molti come il “papà” del gelato) che aggiunse a questa ricetta latte, panna e uova e Francesco Procopio dei Coltelli (gentiluomo palermitano del XVII secolo, trasferitosi a Parigi alla corte del Re Sole) che inaugurò il primo caffè-gelateria della storia, rimasto ancor oggi celebre e rinomato in tutto il mondo, il caffè Procope, dove ai clienti serviva proprio porzioni di gelato in vari gusti. A Napoli ed in tutto il regno di Sicilia sotto i Borbone il gelato ebbe grande diffusione ed attrasse estimatori da tutta Europa. Esistevano delle vere e proprie “vie delle nevi” che venivano percorse per portare il ghiaccio dalle montagne innevate fino alle grotte sotto la città. È tanta fu la varietà e la bontà dei gelati napoletani che, anche dopo l’unità d’Italia, quando Napoli non era ormai più capitale, personaggi come la principessa d’Austria Sissi si recarono al Gambrinus per gustare il gelato alla violetta.

Oggi Napoli è piena di gelateria che propongono sia gusti classici che gusti nuovi. I gusti classici sono caffè, cioccolata, nocciola, pistacchio, crema, fiordilatte, fragola e limone. Tra questi il preferito dai napoletani è senza dubbio il gelato al caffè perché può essere un ottimo sostituto classica tazzina nelle torride giornate estive.

Ma come si può realizzare nelle nostre case?  In primo luogo bisogna preparare la crema al caffè mettendo in un pentolino (un ingrediente per volta e nel seguente ordine) 200 gr zucchero, 200 gr di panna, 50 gr di burro e 2 tazzine di caffè. Con l’aiuto di un frustino amalgamare tutti gli ingredienti fino a creare una crema di caffè.

Contemporaneamente versare 400 grammi di panna liquida in una ampolla e montarla con l’ausilio di una frusta elettrica; una volta che la panna sarà montata aggiungere la crema di caffè che abbiamo realizzato prima e mescolare con l’aiuto di un cucchiaio di legno i due composti fino a fare diventare un solo composto omogeneo. Versare il tutto in un contenitore adatto al freezer e ivi riporlo per circa12 ore.

Adesso si può versare il nostro gelato al caffè in bicchieri o nelle coppette. Decorare con dei chicchi di caffè tostato.

 

Il caffè napoletano va al mare

Articolo di Michele Sergio pubblicato su Il ROMA il giorno 05 agosto 2018

Lo diceva Eduardo De Filippo e aveva ragione: un napoletano può rinunciare a tutto tranne che ad una tazzina di caffè. Il caffè è la bevanda classica della nostra città, la bevanda dei napoletani, catalizzatore sociale, fondamentale elemento aggregante delle persone. È, ancora, il pretesto per incontrare un amico o corteggiare una dama. Ma quando arriva l’estate e ci si organizza per andare a mare come si fa a conciliare il mare con il caffè? I napoletani preferiscono le assolate spiagge della Campania ma anche Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna sono molto gettonate dai partenopei.

Capita spesso di vedere sulle spiagge del Bel Paese le classiche famiglie napoletane, raggruppate in ampi nuclei, un po’ disordinate e non proprio silenziose. Quando si fa l’ora del pranzo le mamme aprono ceste e borse piene d’ogni ben di Dio: frittate di maccheroni, cotolette, panini, frutta e, immancabile, il caffè. Caldo nei thermos d’ordinanza od anche e più spesso, freddo, granuloso, nella bottiglia di vetro.

I “vicini” di ombrellone, magari non meridionali, si stupiscono sempre di queste usanze nostrane, limitandosi ad un panino e un bicchiere d’acqua. Così succede che la mamma napoletana faccia, per così dire, gli onori di casa offrendo il caffè ai nuovi amici estivi. E quando il vicino, dopo avere assaggiato il caffè freddo, fa i complimenti alla signora, costei spiega la tecnica di preparazione.

Si prepara il caffè con la moka, lo si zucchera a piacimento e lo si lascia raffreddare per qualche ora. Successivamente si versa in una bottiglia di plastica e la si ripone nel freezer. La mattina dopo, quando oramai il caffè si è completamente ghiacciato, lo si ripone nella borsa per la spiaggia e la si porta a mare insieme agli altri alimenti. Quando arriva il momento di bere il caffè si scuote energicamente la bottiglia facendolo così diventare granuloso e la si versa nei bicchieri.

E così ecco la versione del caffè napoletano casalingo da spiaggia, ancora una volta esempio dell’inventiva napoletana che mai rinuncerebbe al caffè. Nemmeno facendo il bagno!

Il cannolo siciliano: origini e curiosità

Il cannolo siciliano è sicuramente un dei dolci più conosciuti, amati e soprattutto esportati in tutto il mondo.

Simbolo della tradizione dolciaria siciliana, il cannolo è una vera prelibatezza grazie alla sua cialda croccante, che racchiude una delicatissima crema di ricotta di pecora, farcita con canditi, praline al cioccolato e una granella di frutta secca. 

Le origini controverse

Come spesso accade in pasticceria, le origini di un dolce non sono sempre così chiare e questo vale anche per il cannolo, la cui paternità oggi è ancora sconosciuta.

Nel caso del cannolo siciliano esistono infatti almeno due versioni controverse che raccontano la sua nascita e la realizzazione. Ognuna di esse, anche se diversa racchiude in se un fondo di verità. Vediamole insieme.

La prima versione fa risalire questo dolce alla dominazione saracena, in Sicilia, e narra delle donne dell’harem dell’allora “Qal-at-al-nisa” (Caltanissetta), che durante le lunghe assenze del loro consorte per ingannare il tempo, si dedicavano alla preparazione di dolci.
Secondo questa versione, avrebbero modificato un dolce arabo, composto da ricotta mandorle e miele, con un antico dolce dell’epoca romana citato da Cicerone, realizzando così il primo cannolo siciliano.

Una seconda versione invece attribuisce la realizzazione di questo dolce sempre alle donne ma questa volta, a monache di clausura di un convento di Caltanissetta. Le monache, dopo aver realizzato il dolce, gli diedero questo nome, perchè ispirate delle canne di fiume attorno alle quali veniva arrotolata la pasta per dare forma alla cialda.

Il cannolo siciliano oggi

Come spesso accade per i dolci di una “certa importanza”, anche il cannolo siciliano ha subito una serie di rivisitazioni e ogni maestro pasticcere, nel tempo ha dato il suo personale contributo.

Oggi è possibile gustare il cannolo in diverse varianti, da quello realizzato con la cialda al forno piuttosto che come tradizione vuole sia fritta, con il ripieno di crema chantilly, oppure ripieno di una crema al pistacchio, al cioccolato e tante altre varianti ancora tutte da provare, che trasformano questo dolce tradizionale in un dolce davvero versatile e ricco di sorprese.

 

Pizza al tegamino: la bontà di origine torinese

Una mini pizza dal bordo croccante e dall’impasto soffice, arricchita da un trionfo di pomodoro fresco, mozzarella e basilico, così si presenta la buonissima pizza al tegamino, una rivisitazione della pizza classica napoletana. La pizza al tegamino è una delle pietanze più ricercate di sempre e soprattutto molto apprezzata. Ogni regione italiana ha la sua personalissima ricetta e ovunque la si mangi si possono notare e gustare particolari di preparazione sempre diversa.

Le origini

Le origini di questa pizza sono un pò controverse. Nonostante sia stata realizzata per la prima volta al nord Italia, precisamente a Torino nel secondo dopoguerra, pare che l’artefice di questa pizza sia stato proprio un emigrante del sud Italia.

Secondo la tradizione culinaria di questo piatto, ad avere l’intuizione fu uno chef meridionale, trapiantato nel capoluogo piemontese, che per adeguarsi ai ritmi frenetici della città senza rinunciare alla bontà della pizza decise di prepararne una già condita e di metterla in un tegamino monoporzione.

I tempi di cottura di questo nuovo piatto erano velocissimi proprio come quelli della città. Il risultato? Una pizzetta davvero eccezionale la cui ricetta viene tramandata nel tempo.

Pizza al tegamino al Gambrinus

Anche al Gran Caffè Gambrinus, è possibile trovare la specialissima pizza al tegamino. Ideale per fugaci pranzi o per accompagnare semplici e gustosi aperitivi, questa pizza è una delle eccellenza del Gambrinus da provare assolutamente.

Come trascorrere il ferragosto a Napoli

Siamo ad agosto è tempo di mare e vacanze. Ma diciamoci la verità, non tutti hanno la fortuna di essere già in vacanza, c’è infatti chi lavora ancora e lo farà per molto altro tempo ancora. La nostra città anche d’estate riesce però a “coccolare” chi per un motivo o un altro non partirà, offrendo spunti meravigliosi e idee su come trascorrere questo agosto in città e soprattutto il ferragosto.

Da sempre vengono organizzati eventi di ogni genere per accontentare cittadini e turisti. La città dunque vive e continua a splendere di luce propria e a dirla tutta, parlando con chi resta, Napoli diventa ancora più magica e vivibile.

Scopriamo insieme alcuni appuntamenti da non perdere per il ferragosto e qualche consiglio su cosa fare in città.

La mattina ai Musei

Per trascorrere un ferragosto indimenticabile, vi consigliamo di diventare turisti della vostra città. Proprio in questa particolare giornata, i musei più imponenti saranno aperti al pubblico dalla mattina fino al pomeriggio. Castel Sant’Elmo, Certosa di San Martino, il Museo Nazionale, Museo Pignatelli, il Madre, “Palazzo Zevallos di Stigliano”, e molti altri ancora pronti per essere visitati alla scoperta della storia del capoluogo partenopeo. Sicuramente un modo originale di trascorrere la giornata del 15 agosto.

Una pausa al Gambrinus

Dopo tutto questo camminare, in giro per la città a vedere musei, è il momento di godersi una pausa di gusto e relax. Il nostro personale consiglio? Scegliete di mangiare un gelato seduti agli storici tavolini del Gran Caffè Gambrinus, la pausa ristoro è praticamente assicurata.

La notte a ballare

Siete amanti della musica popolare, dei canti e degli scenari mozzafiato? Allora non perdete l’appuntamento alla Rotonda Diaz, dove potrete assistere alla notte della Tammorra, per trascorrere una notte magica all’insegna della musica e del divertimento.

Fuochi sul lungomare

Per concludere la giornata, sempre sul lungomare non perdetevi l’appuntamento tanto atteso lo spettacolo dei fuochi d’artificio, in via Partenope, alle ore 23.00 dove la città per l’occasione si illumina grazie a giochi di luce davvero molto suggestivi.

 

Dove osservare le stelle cadenti a Napoli

Inizia il countdown per la serata più magica dell’estate, ovvero la notte di San Lorenzo. Secondo la tradizione, proprio in questa notte è possibile osservare il fenomeno delle stelle cadenti ed esprimere un desiderio per ognuna di esse che si riesce a vedere.

La nostra città offre alcuni spunti davvero suggestivi dove poter trascorrere questa serata a osservare questo fenomeno rendendo il tutto ancora più speciale.

Lungomare Caracciolo

Uno dei luoghi cult è sicuramente il lungomare Caracciolo, un posto romantico e suggestivo tutto l’anno, molto amato dai napoletani e dai turisti. A destra il mare con i suoi giochi di luce, dove il Castel dell’Ovo è il protagonista indiscusso, a sinistra pizzerie e caffetterie di ogni genere, sono lo sfondo perfetto della movida napoletana, il posto ideale per le sere d’estate.

San Martino

Chi invece cerca refrigerio, nelle calde notti napoletane sa che potrà farlo arrivando nella zona di San Martino situata nel quartiere del Vomero. Belvedere San Martino, è una terrazza panoramica che  dona una vista a 360 gradi della città, perfetta per osservare le stelle cadenti. Posti ideale per chi vuole godersi un pò di frescura ed un panorama mozzafiato.

Piazza del Plebiscito

Osservare le stelle cadenti in una storica piazza? Perchè no magari seduti sui gradoni della Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola di Piazza Plebiscito. La suggestione è assicurata.

Posillipo

Infine non potevamo non citare il meraviglioso panorama che è possibile vedere nella zona di Posillipo, la città si mostra in tutta la sua magnificenza. Ma attenti a non farvi distrarre, l’obiettivo è guardare in alto in cerca di stelle. 

Pronti dunque ad osservare il cielo con il naso all’insù nel vostro posto del cuore per trascorrere una notte magica?

Le colazioni al Gambrinus diventano social!

Le colazioni al Gambrinus diventano social grazie a Le Colazioniste.

L’8 luglio infatti, sarà ricordato come il giorno in cui al Gran Caffè Gambrinus, tra i tavoli della storica caffetteria si sono incontrate molte web influencer che hanno dato vita al movimento “Le Colazioniste” e  hanno realizzato un servizio fotografico davvero fuori dal comune.

I protagonisti di questo evento, che ha subito fatto il giro del web, con gli hashtag #gambrinus #caffegambrinus #lecolazioniste, sono stati tutti i prodotti della colazione alla napoletana. Caffè, sfogliatelle, cornetti, babà, cappuccino, spremute d’arancia e leccornie varie, tavolini imbanditi di ogni ben di Dio, fotografati e postati sui maggiori canali web come Facebook, Instagram e Youtube.

Il fenomeno

Fotografare e postare le foto sui canali social di piatti tipici, di abbondanti colazioni, è ormai un rituale molto in uso soprattutto tra i più giovani. Le foto, le prospettive, i soggetti nel tempo cambiano e anche il modo di proporli sui social. I soggetti fotografati diventano sempre più oggetti inanimati come bicchieri per aperitivi, piatti di ogni genere, insomma cambia il modo di comunicare e il messaggio che si vuole trasmettere.

Anche il Gran Caffè Gambrinus, patria indiscussa della colazione non poteva non seguire e sostenere questo nuovo filone. Per questo motivo l’8 luglio si è tenuto l’evento social Le Colazioniste, in cui le regole erano davvero semplici per i partecipanti: condividere la colazione sul proprio canale social e postare foto all’interno del blog del post evento.

Perchè dunque mangiarle solo, le colazioni a quanto pare, secondo questo fenomeno prima vanno mostrate sui social, e poi vanno consumate. Come per dire: una goduria per gli occhi e per il palato.