monumenti più belli di Napoli

La Festa dei Musei a Napoli

Dal 19 Maggio fino al 20 Maggio a Napoli si tiene un’importante manifestazione che si svolge ormai da circa tre anni ovvero “la Festa dei monumenti”, due giorni dedicati alla scoperta del patrimonio culturale della città. Per questa occasione i musei, resteranno aperti in un orario decisamente insolito dalle 20.00 alle 24.00 e il costo dei biglietti dei musei che aderiranno all’iniziativa sarà di una cifra davvero abbordabile cioè di 1 euro.

L’iniziativa che ha come scopo quello di avvicinare le persone alla cultura, è molto apprezzata sia dai turisti che dai cittadini che non perdono l’opportunità di conoscere la propria città. A Napoli c’è tanto da vedere, per questo abbiamo deciso di segnalarvi il nostro personalissimo tour che siamo sicuri apprezzerete tanto.

Galleria Umberto I

La prima tappa inizia con la  visita alla storica e suggestiva Galleria Umberto I, costruita tra il 1887 e il 1890. L’interno della galleria è costituito da due strade che si incrociano ortogonalmente e  circondata da palazzi, negozi e caffetterie.La galleria è stata la sede storica della massoneria napoletana in particolare della loggia Massonica Grande Oriente d’Italia. 

Maschio Angioino

Napoli è una città ricca di Castelli. Nelle adiacenze della Galleria Umberto troviamo uno dei castelli simbolo della città, presente nelle foto e nelle cartoline che raccontando della nostra città in tutto il mondo ovvero il Castel Nuovo o più conosciuto come Maschio Angioino. Il castello è di origini medioevali e rinascimentali e fu costruito da Carlo I d’Angiò, nel 1266 dopo aver sconfitto gli Svevi.

Teatro San Carlo  

Un altro fiore all’occhiello della città è sicuramente il teatro San Carlo, che vale la pena visitare almeno una volta nella vita. Esso vanta di essere il più antico teatro d’Europa, fondato nel 1737. Affaccia sulla via più famosa della città ovvero piazza Trieste e Trento, il teatro per volontà dei sovrani borbonici divenne  il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande città europea. Ancora oggi il teatro mantiene un fascino intatto, dei tempi dei grandi splendori.

Palazzo Reale

Nel cuore di piazza Plebiscito sorge un edificio storico per eccellenza ovvero il Palazzo Reale,che fu residenza storica dei vicerè spagnoli, poi della dinastia borbonica. Oggi è la sede della biblioteca nazionale.  

Palazzo Salerno

Sempre in piazza del plebiscito, troviamo poi un palazzo storico Palazzo Salerno, edificato dall’architetto messinese Francesco Sicuro, destinato dal re Ferdinando IV come alloggio ai cadetti reali. Oggi ospita il Comando Forze Operative Sud.

Galleria Borbonica

Perchè godersi le bellezze della città solo in superficie? Napoli infatti è bella anche nel sottosuolo dove c’è tanto da scoprire. Quindi non fatevi mancare un giro alla Galleria Borbonica, rigorosamente in zattera.

Gran Caffè Gambrins

Come ultima tappa, di questo meraviglioso tour, vi proponiamo l’ immancabile sosta al Gran Caffè Gambrinus, luogo simbolo della città di Napoli, in cui si incontrano arte, gusto e tradizione.

Scoprire la città in zattera

Napoli velata:in zattera sotto Piazza Plebiscito

Napoli è una città dalle bellezze che potremmo definire svelate ma talvolta anche velate. La nostra città, è famosa in tutto il mondo per i monumenti, i castelli, palazzi storici, per i paesaggi mozzafiato raccontati attraverso ritratti, foto, poesie che ormai circolano da tempo. Esiste però un volto della città che forse non in tanti conoscono, una Napoli appunto velata, le cui bellezze si trovano in posti  decisamente nascosti, ovvero nel sottosuolo.

Eh si avete letto bene, una delle tante particolarità della nostra città è proprio quella di poter essere visitata non solo in superficie alla luce del sole, ma è possibile apprezzarne anche la parte più oscura, attraverso i passaggi sotterranei, quelli che ci portano in luoghi nascosti, per scoprire una storia passata che non vede mai la luce del giorno.

Per chi volesse provare, dunque a scoprire una Napoli vista sotto un altro punto di vista, un’esperienza da non perdere è sicuramente un tour in zattera nel sottosuolo partenopeo, a ridosso di Piazza Plebiscito all’interno della famosissima Galleria Borbonica dove si racconta uno spaccato importante della storia della nostra città. 

Curiosità sul tour…..

Questo particolarissimo tour vi permetterà infatti di conoscere una cisterna realizzata alla fine del 1400, raggiungibile attraverso un breve cunicolo nella quale sono visibili, lavorazioni idrauliche veramente eccezionali. Camminando per circa 20 metri, si arriva al percorso che porta alla sala delle auto. Dopo aver percorso questo sentiero sotterraneo si arriva finalmente all’imbarco della zattera che navigherà per tutta la galleria Borbonica, arrivando fino alla fine, in cui si potranno ammirare i nomi e i pensieri dei napoletani che scendevano nel ricovero da Piazza Carolina durante la Seconda guerra mondiale.

Un simpatico malinteso

Una delle cose che intendiamo raccontare è uno storico malinteso che ormai da diverso tempo si fa avanti. La visita della Galleria Borbonica è tutt’altra storia dalla visita della famosissima Napoli sotterranea.

I due tour infatti non solo territorialmente si trovano in due zone diverse della città ma raccontano epoche storiche differenti. La prima di cui abbiamo appena raccontato, infatti  si trova a ridosso di Piazza Plebiscito, l’altra invece situata nel cuore pulsante del centro storico. Quindi, attenzione turisti stranieri e nostrani, anche il sottosuolo come  spesso accade in superficie può essere ricco di inganni e malintesi.

 

Madeleine: origini e curiosità

Burro, farina uova e zucchero, sono questi i semplici ingredienti per realizzare uno dei dolcetti più buoni di sempre, soffici e gustosi conosciuti in tutto il mondo, ovvero le madeleine. 

Questo dolcetto a forma di conchiglia è praticamente irresistibile, difficile mangiarne solo uno. Eh si perchè nel caso delle madeleine uno tira l’altro e questo perchè oltre ad essere molto gustosi, sono anche piccoli nelle dimensioni.Perfetti come dolci da consumare a colazione ma anche durante una pausa pomeridiana, da gustare davanti ad una tazza di caffè fumante o thè, le madeleine sono dolci tradizionali che mantengono nel tempo un gusto inalterato.

Origini controverse

Come spesso accade anche per la pasticceria, le origini di certe pietanze non sono poi così certe. Per quanto riguarda la storia della realizzazione delle madeleine, esistono almeno due versioni sulla loro origine.

La prima è legata alla religione cristiana, questo dolce infatti secondo questa versione fu realizzata in onore di Maria Maddalena, la prima evangelista di Francia, da qui deriverebbe dunque il nome madeleine e soprattutto proprio dall’ influenza religiosa deriverebbe la sua forma a conchiglia in quanto la conchiglia è da sempre il simbolo dei pellegrini.

Un’altra versione più profana, invece attribuirebbe la nascita di questo dolce sempre in Francia, ma questa volta nel 1700 ad opera di Madeleine Paulmier, pasticciera alle dipendenze del duca di Leszczyński, nonché suocero di Luigi XV. La leggenda narra che sia il re che la sua sposa, dopo aver assaggiato questi dolcetti si innamorarono a tal punto che li battezzarono con il nome della loro creatrice e li portarono alla corte di Versailles.

Curiosità

Tutti amano le madeleine. Una delle testimonianze più tangibili dell’inconfondibile bontà di questo dolce la possiamo ritrovare addirittura in un’opera del celebre scrittore francese Marcel Proust, che nel primo volume de “La ricerca del tempo perduto” le sceglie  proprio come scintilla in grado di far affiorare un mare di ricordi.

Le madeleine, infatti, come molti dolci preparati nel passato e che mantengono una ricetta tradizionale, hanno la capacità di risvegliare in chi li assaggia, magari dopo tanto tempo, antichi ricordi d’infanzia, talvolta di persone che li preparavano, che abbiamo voluto bene e che magari oggi non ci sono più.

La pasticceria insomma forse inconsapevolmente o forse no, riesce ad avere un ruolo davvero speciale, per far riaffiorare dolci ricordi.

Giornata mondiale del libro: gli scrittori del Gambrinus

Oggi 23 Aprile si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, una giornata interamente dedicata alla cultura, appuntamento ormai fisso nelle manifestazioni culturali nazionali e internazionali.

Patrocinata dall’UNESCO, questa giornata è  dunque una sorta di tributo ai libri, un modo per incoraggiare i giovani a conoscere e a scoprire il piacere della lettura.

Per questo motivo anche noi del Gambrinus abbiamo deciso a modo nostro, di dare un personale contributo a questa giornata, raccontandovi all’interno del nostro blog alcuni degli scrittori delle opere più celebri che hanno fatto di Napoli ma soprattutto del Gran Caffè Gambrinus lo scenario perfetto in cui sono state realizzate quelle opere letterarie che li hanno resi praticamente immortali.

Gambrinus: tra caffè e cultura

Come in molti di voi già sapranno, il Gran Caffè Gambrinus è stato da sempre a partire dal 1860, uno dei punti focali della nostra città, il cuore pulsante della vita mondana, culturale e letteraria della città di Napoli.

Regnanti, politici, giornalisti, letterati e artisti di fama internazionale nel corso degli anni ne hanno fatto il luogo dove incontrarsi, discutere e scrivere versi, come nella migliore tradizione europea del caffè letterario.

Questo storico locale partenopeo, acquisisce il suo massimo splendore nel periodo che gli storici hanno contrassegnato come la Belle Epoqué”.Durante proprio questi anni del primo novecento, infatti il Gambrinus, diventa il salotto della cultura e dell’arte, in cui personalità di tutto il mondo trascorrevano ore a conversare e progettare grandi idee e la realizzazione di capolavori.

Scrittori illustri

I letterati italiani e soprattutto stranieri erano dunque soliti fermarsi proprio qui. Ricordiamo tra gli ospiti più illustri lo scrittore Gabriele D’Annunzio che compose proprio al Gambrinus i versi della celebre canzone “A’vucchella”, la scrittrice Matilde Serao che fondò il quotidiano “Il Mattino” seduta proprio ai tavolini del caffè, Benedetto Croce che fece di Napoli la sua seconda città, lo scrittore irlandese Oscar Wilde che si recò nella città partenopea con Lord Alfred Douglas dopo i tristi giorni di prigionia, Ernest Hemingway, il filosofo francese Jean-Paul Sartre che scrisse pensieri su Napoli ai tavolini del Gambrinus.

Insomma non c’è forse un modo migliore per celebrare la giornata mondiale del libro, magari seduti proprio ai tavolini del Gambrinus, sorseggiando dell’ottimo caffè napoletano, sfogliando le pagine di un libro e godersi tutta la cultura e la storia che solo qui è possibile respirare.

 

 

 

S.O.S Gambrinus: pronto intervento per dolci e caffè!

Quando si è in pericolo, il segnale SOS è la sigla universale che indica una richiesta di aiuto. Una richiesta di aiuto può essere necessaria in tante occasioni in cui ci si trova in difficoltà. Ma non pensiamo alle difficoltà legate solo a questioni di reale pericolo, ci sono infatti richieste di aiuto che possono appartenere alla sfera quotidiana come per esempio semplicemente il non saper adempiere ad alcune mansioni casalinghe.

Quella di cui vogliamo parlarvi questa settimana, riguarda una delle difficoltà più comuni soprattutto nelle giovani generazioni ovvero quella del non sapere cucinare e in particolar modo quella di non saper preparare dolci, e non solo anche quella di preparare il caffè.

Se l’arte della pasticceria è qualcosa di veramente complesso e a cui non tutti sono avvezzi, anche preparare un buon caffè non è cosa da meno, c’è infatti chi lo prepara in modo “troppo largo”, quasi da sembrare una strana tisana, ben lontano dal caffè napoletano ristretto e ricco di un aroma intenso che pervade la casa, c’è chi lo fa bruciato, insomma, i disastri in cucina possono essere dietro l’angolo.

Un’idea geniale!

Per ovviare a questa situazione Michele Sergio, il “Boss del Caffè” dello storico Gran Caffè Gambrinus, e  per rispondere alle richieste di aiuto dei suoi numerosi e golosi follower, ha ideato un progetto non solo innovativo ma molto simpatico e utile che si propone di aiutare chi ha grandi difficoltà in cucina.

Il progetto si chiama SOS Gambrinus, pronto intervento per dolci e caffè e sta già riscuotendo un gran successo.

Ma come funziona questo servizio? Scopriamolo insieme.

Tutto inizia con una richiesta di aiuto da parte del cliente in difficoltà, che deve arrivare attraverso la realizzazione di un video-messaggio inviato al numero 339.853.03.44 in cui bisogna raccontare quali sono le difficoltà nella realizzazione di dolci tipici della tradizione  campana e le proprie criticità nella preparazione del perfetto caffè napoletano.

A questo punto una volta ricevuto il messaggio, l’Unità Operativa Gambrinus è pronta a rispondere e a organizzare un appuntamento a domicilio, dove il maestro pasticciere Stefano Avellano arriva in soccorso dell’aspirante e volenteroso chef. Oltre a Stefano Avellano che si occuperà della pasticceria, ci sarà Michele Sergio in persona che vi aiuterà nella preparazione del caffè e di tutti i segreti che la sua realizzazione richiede.

Un servizio questo davvero utile e allo stesso tempo creativo in cui ognuno può cimentarsi nell’arte della pasticceria e creare dei veri capolavori culinari ma soprattutto diventare abili preparatori di caffè da far invidia alle vostre nonne.

Quindi, cari principianti napoletani, niente più scuse è il momento di superare i vostri limiti con SOS Gambrinus. 

 

 

 

 

Storia della caffettiera

Il segreto per preparare un buon caffè? In realtà non ce n’è uno solo, ma c’è la combinazione di almeno tre elementi fondamentali come l’acqua, la qualità del caffè e soprattutto la scelta della giusta macchinetta con il quale prepararlo, per non parlare poi che una volta assemblato il tutto, il caffè deve cuocere su fiamma lenta. Insomma come potete ben intuire, fare un buon caffè, non è poi così semplice, anzi può essere concepita come una vera e propria arte culinaria con le sue complessità.

Come dicevamo uno degli elementi  fondamentali per preparare il caffè è la caffettiera.

Le caffettiere non sono tutte uguali e nel tempo sono cambiate sotto molti punti di vista e questo per soddisfare maggiormente le esigenze dei bevitori di questa bevanda. Ma qual è la loro storia? Scopriamolo insieme all’interno di questo articolo dove troverete alcune curiosità veramente interessanti.

Cenni storici……

La prima caffettiera in assoluto è originaria dell’Africa precisamente dell’Etiopia e si chiamava la jabena, che prevedeva un bricco di terracotta formata da un collo stretto a camino e un piccolo beccuccio in cui si versava il caffè.

Se in Africa veniva usata la jabena, in Europa invece nel periodo tra il XIV e il XVIII veniva utilizzata come tecnica per preparare il caffè, la bollitura dei fondi. Ovviamente la difficoltà di separare i fondi dalla bevanda fece si che in molti si adoperassero per costruire macchinari appositi per preparare questa bevanda con meno difficoltà.

Solo però nel 1800 venne inventata quella che potremmo definire una delle antenate della Moka ovvero la vacuum, una macchinetta formata da due contenitori, di cui uno inferiore che aveva il compito di contenere l’acqua e una parte superiore che invece conteneva la polvere di caffè.

Sono succedute a questo modello poi la caffettiera a filtro, quella rovesciabile, conosciutissima soprattutto perché spesso presente nelle opere teatrali di Eduardo De Filippo, fino ad arrivare alla Moka moderna, la Bialetti.

Quella che noi tutti conosciamo e che tutti abbiamo in casa è frutto del genio dell’italiano Alfonso Bialetti, da qui il suo nome, che nel 1933, progettò e realizzò la caffettiera per eccellenza che ha cambiato il modo di preparare questa bevanda in casa.

Curiosità

Una curiosità su tutte sulla Bialetti? È stata prodotta in più di 105 milioni di esemplari, ed è presente nella collezione permanente del MOMA di New York, perché si sa da sempre che il caffè è un’opera d’arte.

 

 

 

 

 

 

 

Le colazioni nel mondo:ecco tutte le curiosità!

La colazione è il pasto più importante della giornata e questo è un dato di fatto.Tutti i nutrizionisti, dietologi, sostengono l’importanza di questo appuntamento al quale non bisogna mai mancare.

C’è da dire però che non sono tutte uguali, ci sono colazioni e colazioni. Eh si, potremmo infatti sintetizzare la questione affermando che a seconda del paese in cui ci troviamo è possibile fare una colazione diversa.

Vediamo insieme quindi qualche usanza nel mondo partendo proprio dal nostro Paese fino a raccontare qualche abitudine mattutina di altri posti.

Colazione made in Italy

In Italia siamo abituati ad un certo tipo di colazione che potremmo  racchiudere nella parola dolce. Caffè, yogurt, biscotti, succhi di ogni tipo, cappuccino, latte e corn flakes, marmellate da spalmare su fette di pane, cornetti e brioche, insomma la colazione made in Italy si presenta molto variegata, ognuno sceglie la propria, in base ai gusti e al proprio regime alimentare, ma anche se varia da persona a persona ha un unico comune denominatore: la dolcezza.

Se ci allontaniamo dal nostro Bel Paese le cose cambiano e anche di molto. La colazione diventa un appuntamento del tutto diverso da quello all’italiana, talvolta consumata in modo fugace prima di uscire.In molte zone del mondo infatti è proprio un momento in cui ci si mette ai fornelli e si realizzano piatti sorprendenti.

Colazioni internazionali

In Spagna per esempio, esiste sia la colazione dolce che quella salata, quest’ultima consiste nel mangiare pan y tomate  ovvero il pane condito con polpa di pomodoro fresco e con un’aggiunta di olio. Anche in Gran Bretagna c’è questa doppia scelta: al tradizionale te inglese accompagnato da biscottini, consumati non solo al mattino ma anche di pomeriggio, si passa al consumo di uova fritte con bacon e salsiccia, usanza che rimanda anche alla colazione che si fa negli Stati Uniti, in cui il tutto viene accompagnato dal caffè americano e dai succhi d’arancia.

Nei paesi dell’Europa dell’est come la Germania e la Polonia invece la colazione tipica è per lo più salata e prevede il consumo di  formaggio, prosciutto, pancetta e salsiccia, accompagnati dal pane che viene accuratamente tostato e sul quale spalmato il burro, mentre per le bevande che accompagnano il pasto c’è una maggiore assonanza con le nostre, si consumano infatti caffè, thè e succhi di frutta; in Russia ad essere molto gettonati invece sono i sirniki, ovvero una sorta di pancakes fritti con la ricotta mescolata ad uova e farina e adornati con frutti di bosco freschi.

Se invece ci spostiamo nei Paesi orientali, le stranezze culinarie non si fanno mancare, in Giappone per esempio al mattino si consuma zuppa di miso, riso bianco, alghe marinate e pesce crudo, in Cina invece si prediligono piatti leggeri e salati, cucinati o al vapore o bolliti, da accompagnare al té cinese.

E ancora, in Pakistan si mangia lo stufato, in Israele zuppe di cipolle aglio pomodorini, in sud America si va dal consumo di pesce crudo, alla carne, a brodi vari, insomma il mondo ci offre mille modi di concepire la colazione, e raccontarli tutti sarebbe quasi impossibile, forse quasi come provarli, eppure tutti interessanti che raccontano tanto del territorio in cui vengono consumati.

E voi dopo aver letto questo articolo quale preferite? Non vi resta dunque che viaggiare per scegliere!

 

 

 

 

 

 

 

Colomba Pasquale: tra origini e leggende

In ogni regione italiana dalla Val D’Aosta fino alla Sardegna durante il periodo pasquale vengono realizzati i più disparati dolci che rappresentano questo periodo in pieno, in ogni zona dello stivale le proposte culinarie sono diverse eppure c’è un dolce che si trova sulla tavola di tutti gli italiani e che li accomuna, stiamo parlando della colomba pasquale il simbolo per antonomasia di queste feste.

Nonostante sia un dolce molto conosciuto e apprezzato, in pochi conoscono la sua storia e le sue origini, proprio per questo motivo abbiamo scelto di raccontarvi qualche curiosità sulla nascita della colomba che siamo sicuri apprezzerete tanto.

Il significato, le origini, le leggende

La scelta di rappresentare un dolce con le fattezze di un volatile, è prettamente legata ad un significato religioso.La colomba infatti è l’animale che secondo la religione Cristiana rappresenta in pieno la pace, la salvezza ma soprattutto la resurrezione. 

Dietro la nascita di questo dolce aleggiano da sempre miti e leggende che vengono da molto lontano come quella che risale al VI secolo nella zona di Pavia, dopo l’assedio della città, legata al re longobardo Alboino al quale si narra fu offerto un pane dolce dalle forme di un pacifico volatile, appunto una colomba.

Altre fonti  invece fanno risalire la nascita di questo dolce a San Colombano, da cui appunto  il dolce prenderebbe il nome. Il santo, nel 600 venne invitato con i suoi monaci alla corte della regina longobarda Teodolinda, secondo le narrazioni, i monaci rifiutarono un banchetto ricco di carni, per far penitenza. L’abate Colombano per evitare  che la regina potesse offendersi di quel loro rifiuto, trasformò le pietanze offerte in pani bianchi e candidi, che avevano le tipiche forme della colomba.

Insomma le leggende e imiti su questo dolce proprio non mancano.

Se invece vogliamo rifarci alla storia accertata di questo dolce dobbiamo spostarci agli inizi del 1930 grazie ad un’idea dell’allora direttore della pubblicità degli stabilimento Motta, Dino Villani  che propose un’iniziativa che si dimostrò vincente.

L’azienda, infatti già conosciuta per i suoi gustosi panettoni, decise di trovare una strategia per riutilizzare macchinari e ingredienti natalizi anche nei mesi successivi. Nacque così quella che diventerà il simbolo dell’eccellenza pasquale: la Colomba.

La colomba del Gambrinus

Anche noi del Gran Caffè Gambrinus non facciamo mancare la nostra proposta culinaria in fatto di colombe pasquali.I nostri maestri pasticceri infatti realizzano, un prodotto di altissima qualità per il gusto la sua leggerezza e i suoi profumi, un immancabile dolce da portare in tavola nel giorno di Pasqua. Oltre alla colomba tradizionale infatti proprio da noi è possibile gustare quella al pistacchio, al cioccolato e al cioccolato bianco, perchè il mix tra la tradizione e l’innovazione per noi è un binomio vincente, soprattutto in cucina.

Buona Pasqua a tutti!

Pasqua a Napoli: alla scoperta di una città unica al mondo!

Pasqua è alle porte, e molte persone scelgono sempre più spesso di festeggiarla  fuori casa magari raggiungendo le città d’arte alla scoperta delle bellezze nostrane.

Una delle mete più gettonate è sicuramente Napoli, la città che racchiude in se vari aspetti  decisamente vincenti e molto apprezzati dai turisti come l’arte, la storia, la movida, ma soprattutto l’ottima cucina. 

Chi sceglierà per questa Pasqua 2018 di visitare il capoluogo partenopeo si troverà davanti varie proposte che accontenteranno i gusti dei turisti più esigenti.

 Tour dell’arte

Per gli amanti dell’arte proponiamo infatti una visita al PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, che propone una mostra dedicata al pittore Salvador Dalì; nella Basilica di San Giovanni Maggiore invece sarà possibile visitare la mostra che ha avuto un gran successo e per questo motivo resterà in città fino al mese di maggio Van Gogh the Immersive Experience; Al Palazzo reale invece per gli appassionati di musica da non perdere la mostra  curata da Renzo Arbore, Neapolitan Memories and Songs. 

Le tappe ovviamente da non perdere e da visitare  sono il Centro storico, cuore pulsante della città dove è possibile visitare la zona di San Gregorio Armeno famosa per i suoi pastori e per gli artigiani che li realizzano tutto l’anno, San Domenico Maggiore, dove nei pressi si trova il Cristo Velato, l’affascinante piazza del Gesù  con il Chiostro di Santa Chiara; la spettacolare piazza del Plebiscito con la sua maestosità,  divenuta il simbolo della città e ancora non può mancare una vista al Maschio Angioino fino ad arrivare al lungomare Caracciolo dove il protagonista insieme al mare è il Castel dell’Ovo con i suo borgo marinaro fatto di ristorantini tipici.

Ma diciamoci la verità queste sono solo alcune delle tappe da fare perchè a Napoli c’è tanto da fare ma sopratutto da vistare, questi suggerimenti possono essere considerati  solo come un assaggio, un inizio per conoscere la città.

Tour culinari…..

Ma Pasqua non è fatta solo di tour, visite guidate, ed escursioni questi giorni di festa infatti sono anche la giusta occasione per poter concedersi un peccato di gola e gustare prelibatezze culinarie tipiche della nostra zona come per esempio la pastiera napoletana. Per questo motivo una tappa al Gran Caffè Gambrinus diventa un qualcosa di irrinunciabile una meta da aggiungere a tutte le altre per assaporare in pieno il gusto del territorio campano. Sorseggiare un caffè fumante seduti ai tavolini del Gambrinus, la caffetteria che è parte integrante della storia di Napoli, assaggiare una fetta di pastiera o di colomba ripiena di cioccolato, godersi una pausa da tutto, non ha veramente eguali.Un’esperienza da non perdere per conoscere in pieno una delle città più suggestive del mondo.

Il caffè?Una grande opera d’arte!

Il caffè è un’arte e questo si sa.Ma sapevate che con il caffè si possono creare vere e proprie opere d’arte?

Eh si, avete letto bene, ma non ci riferiamo alle decorazioni che abili baristi realizzano quando ordiniamo il caffè e che mettono il buon umore, con soggetti come chiavi di violino, cuor, fiori etc… stiamo parlando invece di vere  e proprie opere realizzate su tela, dipinti da esposizione che raffigurano soggetti di ogni tipo, dai paesaggi alle nature morte, fino alla rappresentazione di personaggi illustri, dove il protagonista indiscusso è proprio il caffè. 

Coffee painting

La tecnica a cui ci riferiamo è comunemente nota come il coffee painting, una tecnica in cui per ritrarre un certo tipo di soggetto non vengono utilizzate tempere, acquerelli etc…bensì il caffè.Questo metodo è molto usato in tutto il mondo e chi usa questa tecnica è solito realizzare dei veri capolavori.

Cosa occorre per dare il via ad un’opera al caffè? Questa tecnica  può essere realizzata grazie ad una semplice tela e all’uso di una tazzina di caffè solubile, o quello realizzato con la moka fatto in casa, possibilmente un pò ristretto, infine occorre tanta fantasia e diciamoci la verità anche del talento, perchè nonostante gli strumenti siano di semplice utilizzo e reperibilità, realizzare questi dipinti non è poi altrettanto semplice.

Gli artisti del Caffè

Molti sono gli artisti che utilizzano questo tipo di tecnica e i loro lavori sono davvero eccezionali,  in Italia abbiamo Giulia Bernardelli che utilizza il caffè come inchiostro, i soggetti più famosi che ha dipinto sono Amy Winehouse e Marilyn Monroe,  in Gran Bretagna c’è Maria A. Aristidou, artista che ha iniziato a dipingere con il caffè, si racconta dopo averlo versato accidentalmente su un foglio di carta, Red Hong Yi, artista malese di 28 anni che tra le sue opere vanta un omaggio a Lucio Dalla, che ha realizzato utilizzando il fondo di 5000 fondi di tazze di caffè.

Insomma il caffè grazie a questi artisti assume dunque una nuova identità tutta da scoprire.