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Un babà per Raffaello Sanzio

articolo scritto da Michele Sergio (il Boss del Caffè)

Non c’è nulla di più suggestivo che visitare un museo di notte. Se poi si tratta del Kunsthistorisches Museum di Vienna l’emozione è ancora più grande.

Quest’anno il direttore ha aperto le porte del suo museo per ospitare la presentazione del calendario della nota azienda agricola e vinicola Di Meo.

I fratelli Generoso e Roberto Di Meo hanno così portato un po’ di Campania a Vienna. Tra alberi di limoni allocati per l’occasione nel museo, è stato allestito un ricco buffet a base di prodotti e pietanze tipiche della nostra regione: mozzarella di Bufala, pomodori, paste d’eccellenza e, ovviamente, i migliori vini della cantina Di Meo (dall’Aglianico rosso ai bianchi Falanghina, Greco di Tufo e Fiano).

Per quello che concerne i dolci non poteva mancare Sua Maestà il Babà del Gambrinus come da espressa richiesta dei fratelli Di Meo. Tra le sachertorte di tradizioni viennese hanno fatto, dunque, bella mostra, oltre 1000 babà e due spettacolari torte babà che non hanno mancato di attirare la golosa attenzione dei tanti austriaci presenti.

Ho avuto l’onore di rappresentare la mia azienda e la mia famiglia nella città di Sissi e di Mozart in un connubio Napoli-Vienna del tutto originale ma senz’altro riuscito. È stato particolare ed interessante vedere gli oltre ottocento ospiti gironzolare tra le sale del museo mangiando i babà mentre ammiravano i capolavori della pittura mondiale (tra gli altri i dipinti da Albrecht Dürer, Pieter Paul Rubens, Tiziano, Diego Velázquez, Pieter Brueghel, Caravaggio senza dimenticare il napoletano Luca Giordano).

Sia consentito un inciso personale: gustarlo mentre ammiravo la “Madonna del Belvedere” di Raffaello Sanzio ha reso il mio babà più saporito. Forse anche al grande Maestro del rinascimento sarebbe piaciuto il babà del Gambrinus.

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Un’idea semplice e geniale: il Caffè Nocciola

 

Articolo di Michele Sergio (il Boss del Caffè)

Il successo e la diffusione del caffè nocciola nelle caffetterie napoletane risale agli anni ’90 quando un vento di innovazione ed un rinnovato impulso allo sviluppo economico e sociale attraversarono Napoli.

Ospite nel 1994 del G7 (il vertice delle allora sette nazioni più sviluppate economicamente al mondo); con il suo centro storico dichiarato nel 1995 patrimonio dell’umanità dall’Unesco; con la sua piazza più rappresentativa, Piazza del Plebiscito, finalmente restituita alla città (dopo essere stata “liberata” dalle auto che in sosta ne riempivano l’intera area) come luogo ideale per lo svolgimento di eventi sociali, artistici e culturali (l’allocazione de “La montagna di sale”di Mimmo Palladino del 1996, il Festivalbar del 1997, i concerti di fine anno trasmessi dalle reti televisive nazionali), Napoli ha vissuto, in quegli anni, un vero e proprio rinascimento (come alcuni ebbero a definirlo).

In quegli anni di fermento, Napoli costituì un significativo polo d’attrazione turistica, con un sensibile aumento delle presenze, anche straniere, (finalmente) attratte dalle nostre uniche ed immense bellezze naturali ed artistiche. Da tanto stimolati ecco che i maestri caffettieri napoletani proposero varie novità tra le quali quella di più successo fu il Caffè Nocciola, che nel giro di pochi anni è divenuto un must ed oggi un vero e proprio classico della tradizione caffettiera napoletana.

Questi gli ingredienti secondo l’oramai storica ricetta del Gambrinus:

nella mousse alla nocciola (preparata mescolando zucchero a velo, latte, panna da pasticceria e pasta alla nocciola), si versa una tazzina di caffè espresso bollente, si gira velocemente ed è pronto per essere gustato.

L’unione tra caffè e nocciola fa si che il caffè più delizioso del panorama napoletano delle caffetterie si realizzi.

 

 

 

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Un meraviglioso ritratto per la Principessa Sissi

articolo di Michele Sergio (il Boss del Caffè)

Nelle storiche sale dorate del Gambrinus sono esposti molti dipinti della scuola di Posillipo di fine ’800. Fu l’imprenditore Mariano Vacca che, rilevata la gestione del Caffè nel 1890, chiamò i migliori pittori e scultori napoletani (e non) dell’epoca per rinnovare il suo locale. Il risultato fu la realizzazione di una magnifica pinacoteca con oltre 50 dipinti di ispirazione liberty.

In questi quadri sono raffigurati volti e paesaggi della nostra terra: dagli scugnizzi napoletani (bambini di strada senza educazione) alle belle donne popolane, dalle vedute del golfo di Napoli alle scene bucoliche della campagna campana.

Tra i dipinti più belli, però, va ricordato Piazza Vittoria di Edoardo Matania che in questa sua opera ritrasse l’Imperatrice Elisabetta Di Baviera, meglio conosciuta come la Principessa Sissi, che nel 1890 si recò a Napoli per visitare le bellezze della nostra città e in quell’occasione si recò anche al Gran Caffè Gambrinus per assaggiare il gelato al gusto di violetta. Ancora oggi è possibile gustare questo gelato perché lo storico Locale napoletano lo ripropone per turisti e avventori.

Tornando al dipinto in pochi riescono a riconoscere via Caracciolo (che fa da sfondo a Sissi). La Principessa è ritratta in questo quadro mentre passeggia per il lungomare con tanto di ombrello per proteggersi dai raggi del sole. Nel 1890 via Caracciolo era, infatti, molto differente da quella del nostro tempo: dove oggi possiamo osservare la strada in quell’epoca c’era la spiaggia (Riviera di Chiaja) e dove oggi ci sono le automobili allora vi circolavano soltanto carrozze e cavalli.

Ciò che piace di questo dipinto non è solo il ricordo di un’epoca che non c’è più ma colpisce soprattutto il vedere quanti e quali illustri personaggi abbiano amato ed apprezzato la nostra città.

 

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Un’insolita festa della birra nel tempio del caffè

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Articolo di Michele Sergio (il boss del caffè)

Siamo tutti impazienti di suggellare il gemellaggio italo-tedesco del 31 ottobre che si terrà al Caffè Gambrinus. Ci saranno le autorità, la stampa e gli invitati dalla Germania tra i quali la piccola orchestra “Black Forest Tigers” composta da 25 membri.

A prima vista il Gambrinus non potrebbe sembrare luogo ideale per celebrare la birra essendo famoso in tutto il mondo per il caffè. Eppure solo a guardare il nostro nome appare evidente quanto ciò non sia vero: Gambrinus è stato il leggendario re delle Fiandre e la tradizione vuole che sia stato lui ad inventare la birra.

Quanto alla colleganza con il popolo tedesco e sempre restando in tema, fu l’imprenditore Mariano Vacca il quale nel 1890, rilevata la gestione da Vincenzo Apuzzo, per accattivarsi le simpatie dei turisti e diplomatici tedeschi e austriaci che soggiornavano a Napoli e che chiedevano con insistenza un locale dove poter gustare un birra, decise di dare al locale il nome del “Re della birra” (prima si chiamava “Caffè delle sette porte”).

Un semplice motivo storico, però, non era sufficiente per muovere uomini e mezzi. In realtà c’è anche una ragione più personale che mi lega alla birra. La mia più formativa esperienza lavorativa è stata quella di gestire un pub in Santa Lucia. Per più di cinque anni ho spillato ed offerto ai clienti migliaia e migliaia di birre: dalle stout irlandesi alle lager scozzesi, dalle ale inglesi alle weiss tedesche, dalle trappiste belghe alle birre di produzione italiana.

Potremmo concludere affermando che non c’è posto migliore del Gambrinus per ospitare un Oktoberfest alla napoletana e chissà se con il tempo questo evento possa diventare un appuntamento fisso per la città.

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Il torrone del Conte Dracula

articolo di Michele Sergio (il Boss del Caffè)

La nostra città è un museo a cielo aperto ricca di tesori nascosti e di bellezze poco conosciute. La maggior parte dei napoletani, però, la conosce poco e ancora meno le sue storie e le sue leggende.

Capita spesso anche a me, nonostante ami la mia città, di rimanere sorpreso dalle tante cose che si possono apprendere a/su Napoli giorno dopo giorno.

La settimana scorsa appena ho, per esempio, appreso una notizia che mi ha stupito: un gruppo di storici dell’Università di Tallinn in Estonia, dopo molti anni di ricerche, ha affermato che la tomba del Conte Vlad Tepes di Valacchia, meglio conosciuto come il conte Dracula o Vlad III l’impalatore, probabilmente, si trovi in Santa Maria la Nova in Napoli ed esattamente nel chiostro piccolo monumentale.

Indipendentemente dalla discutibilità del celeberrimo personaggio, la notizia è per me stata la conferma ennesima di quanto Napoli celi ancora tanti misteri e costituisca una fucina inesauribile di storie interessanti.

Il caso ha voluto poi, che proprio quest’anno ricorra il 550esimo anniversario della morte del conte Dracula (dicembre 1476); è così che ho pensato di realizzare un torrone speciale in occasione della ricorrenza dei morti del 2 novembre, IL TORRONE DEL CONTE DRACULA!  

Non poteva che essere rosso questo torrone come il sangue delle vittime del più Vampiro per eccellenza.

Scherzi a parte si tratta di una gustosissima ed originale variante del celebre torrone, il dolce protagonista dei primi giorni di novembre (mandorle di prima scelta ed finissimo cioccolato fondente), con un cuore rosso sangue.

Dolcetto e scherzetto?

Happy Halloween 2016

 

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Il gemellaggio Napoli – Emmendingen

articolo di Mister  Gambrinus

Esiste un legame speciale tra il Gran Caffè Gambrinus e la Germania più vera ed autentica, a cominciare dal nome; infatti Gambrinus è secondo la leggenda l’inventore nonchè il protettore della birra!
E questo legame ideologico è stata la scintilla per il gemellaggio tra la città di Napoli e quella di Emmendingen, grazie anche all’amicizia che lega Arturo Sergio, amministratore del nostro Gran Caffè, e Oscar Guidone,  assessore alla cultura del comune di Emmendingen, nativo di Torre Annunziata ma trapiantato in Germania da oltre 40 anni.

Il giorno 31 Ottobre per suggellare questa unione siamo lieti di invitarvi al Gran Caffè Gambrinus per i festeggiamenti di questo speciale evento.
Per l’occasione verrà dalla Foresta Nera anche la piccola orchestra musicale composta da 25 membri chiamata “Black Forest Tigers”.

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Ci saranno anche i maestri Ettore Squillace e Mario Aterrano.  La madrina dell’evento sarà la professoressa Ursula Stumpe-Lockheimer, che circa un anno fa decise di affrontare un lungo viaggio in macchina dalla Germania a Napoli con il solo fine di donare al nostro locale una bellissima e storica statua lignea rappresentante il Re Gambrinus.

Ursula non conosceva personalmente i titolari dello stesso ma il regalo è stato fatto, come poi lei ha confessato “solo ed unicamente” per amore della città di Napoli.  Sarà, ovviamente, una festa della Birra con tanto di Wurstel e patatine.

Come Partecipare?

Partecipare a questo importante evento per la città di Napoli è semplicissimo, basterà inviare una mail all’indirizzo: info@grancaffegambrinus.com
oppure telefonare al  dott. Giuseppe Giorgio responsabile del nostro ufficio stampa al numero 347 31 73 556

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Il Babà Nero

articolo di Michele Sergio (il Boss del Caffè)

Ogni maestro pasticcere sa che è esiziale, per un’attività commerciale, realizzare dolci nuovi ed originali e di sovente ne sforna di nuovi e deliziosi.

Anche io, nel mio piccolo, cerco di proporre nuovi dolcini. Non sempre, però, l’ideazione di una nuova ricetta arriva da un laboratorio di pasticceria. Nella maggior parte dei casi, infatti, le idee di nuovi dolci vengono partorite tra le strade ed i vicoli di Napoli, inesauribili fonte di ispirazione: i colori, gli odori, l’energia che emanano, ne fanno una fucina sempre attiva di idee innovative.

Qualche mese fa mi trovavo in piazza del Plebiscito e mi capitò di vedere un gruppo di bambini che prendeva in giro un loro amico di giochi di chiara origine asiatica (probabilmente cingalese). D’improvviso mi tornarono in mente i ricordi dell’infanzia, di quando capitava a me essere deriso dai miei amici per il colore piuttosto scuro della mia, pur napoletana, pelle.

Ed ecco l’idea! Di filato al Laboratorio, ivi dissi ai pasticcieri che considerato che ogni dolce napoletano ha la sua storia e il suo significato, era necessario realizzare un dolce contro il razzismo e quale migliore dolce napoletano, il più classico, se non il babà? Si il babà però nero!!!

Un babà completamente bagnato nel cioccolato al quale poi si dà un piccolo tocco di classe: panna montata al gusto di zuppa inglese e scaglie di cioccolato fondente a rendere irresistibile il più recente simbolo, ma non certamente l’ultimo – vista, purtroppo, l’ancora attuale necessità di combattere il pregiudizio razziale – della lotta al razzismo.

Spero che questo piccolo gesto possa essere d’esempio per tutti coloro che vogliono un mondo migliore.

Tutorial Babà Nero

 

 

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IL CAPPUCCIOTTO: LA NOVITA’ DELL’AUTUNNO 2016

articolo di Michele Sergio (il Boss del Caffè)

Aumenta il numero di turisti che vengono a visitare le bellezze della città partenopea. Li vedi camminare per le strade principali ammirando le bellezze architettoniche, fotografare “i panni spasi” nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, passeggiare mano nella mano sul lungomare lasciandosi incantare dal romantico  tramonto sul golfo, visitare con attenzione i tanti nostri musei, ma, soprattutto, affollare ristoranti e pizzerie, caffetterie e gelaterie alla ricerca delle nostre inimitabili golosità.

La cucina napoletana è forse il principale motivo per il quale si sceglie Napoli come meta turistica.

In alcuni casi, però, il turista, per nostalgia o perché non vuole rinunciare alle sue abitudini, preferisce, comunque, gustare prodotti del suo paese. Molti turisti statunitensi, ad esempio, tra una pizza e un piatto di spaghetti con le vongole, inseriscono un cheeseburger.

Anche al Gambrinus sovente i turisti a stelle e strisce chiedono piatti del loro paese: avendo una clientela internazionale siamo pronti ad accontentare ogni genere di richiesta, magari con qualche contaminazione della nostra cucina.

Nel nostro storico locale oggi si trova il muffin (dolcino di origine anglosassone) piuttosto che il club sandwich (tipico tramezzino americano).

Il milkshake è, poi, la bevanda più richiesta dai figli dello Zio Sam. Da Napoli a New York spopola una sorta di frappé di cappuccino con panna montata. Il turista va sempre accontentato? Eccola allora la nostra versione: il CAPPUCCIOTTO!!!

La preparazione è molto semplice: dopo aver spalmato sulle pareti interne del bicchiere la crema di  nocciola, ivi si versa una tazza di cappuccino freddo; poi si versa latte montato (preferibilmente scremato o parzialmente scremato: monta molto meglio) e si completa con la panna montata. Decorazioni con cioccolata e noccioline tritate completano l’irresistibile e squisito Cappucciotto.

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Una speciale torta nuziale

articolo di Michele Sergio (il Boss del Caffè)

Ieri ho chiesto ai maestri pasticceri del Gambrinus di realizzare un’originale torta nuziale di colore bianco, a forma di piramide, con decorazioni ai lati.

Quando il capo pasticcere Stefano mi ha chiamato per comunicarmi che la torta nuziale era pronta mi sono recato nel laboratorio e dopo essermi complimentato per la realizzazione ho apportato un piccolo cambiamento alla torta. Ho tolto dalla cima le statuine degli sposini e le ho sostituite con quelle di due uomini in abito da cerimonia mano nella mano e sorridenti.

Onestamente mi aspettavo qualche commento negativo dai pasticceri presenti, invece il più anziano mi ha stupito quando ha detto “era ora che anche due uomini si potessero sposare”.

Ero convinto che la vecchia generazione, a differenza della mia – da anni pronta al riconoscimento dei diritti civili – non accettasse un tale cambiamento epocale. Nella mia città, a parte alcune resistenze, questa “riforma” è passata quasi come se fosse cosa scontata. Napoli in fondo è sempre stata una città cosmopolita, tollerante e aperta a tutti i cambiamenti.

Sono contento di avere omaggiato della torta nuziale il primo sindaco omosessuale in Italia che si sposa in Campania.

Tutte le settimane si vedono le spose, con i loro abiti bianchi, farsi fotografare davanti alla fontana del Carciofo in piazza Trieste e Trento o sotto il colonnato della chiesa di San Francesco di Paola di piazza del Plebiscito o nelle storiche sale dorate del Gambrinus

Oggi le foto degli sposi saranno un po’ diverse, ma saranno comunque immortalate in un album perchè il giorno più bello della vita possa essere sempre ricordato.

 

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Il dolce di San Gennaro

articolo di Mister Gambrinus

Mancano ormai pochissimi giorni alla festa più importante del popolo partenopeo, quella di San Gennaro, durante la quale ha luogo il miracolo della liquefazione del suo sangue.

Il 19 settembre del 305 d.C. il futuro santo si offrì in sacrificio come martire durante la persecuzione dei cristiani da parte dell’imperatore Diocleziano e il suo sangue secondo la tradizione fu raccolto da una donna pia di nome Eusebia subito dopo l’esecuzione avvenuta in Pozzuoli (di fronte alla Solfatara) dove ora sorge il Santuario dedicato a Gennaro che custodisce la “pietra” dove lo stesso fu decapitato.

Oggi il sangue del martire racchiuso in due antichissime ampolle custodite nel Duomo di Napoli e
il mistero della liquefazione è un evento di importanza internazionale che richiama migliaia di fedeli e di curiosi, napoletani e non, e che hanno reso celebre San Gennaro in tutto il mondo.

Da secoli, ogni vero napoletano si affida a lui nei momenti più disparati per richiedere assistenza, aiuto o protezione.
Oggi, i tifosi partenopei più accaniti, arrivano addirittura ad invocarlo in occasione delle partite più importanti della squadra di casa: in primis contro l’avversaria storica, la Juventus, o negli incontri della Champions League.

Il Gran Caffè Gambrinus ha voluto omaggiare il santo e il forte legame che lo lega alla città e al popolo partenopeo, dedicandogli una delizia per il palato tutta sua: “Il Dolce di San Gennaro”.

Dall’estro creativo di Massimiliano Rosati, il suo ideatore, e dalla dolce arte del maître pasticciere Stefano Avellano, nasce questa golosa delizia. I suoi ingredienti principali sono:

– Il rivestimento esterno della sfogliatella
– Pan di Spagna bagnato con maraschino
– Crema pasticciera
– Amarene

Il Dolce va ad arricchire il panorama dei dolci partenopei dedicati ai santi e tipici delle festività religiose.
Tra questi ricordiamo la zeppola di San Giuseppe, un bignè guarnito con crema pasticcera e amarene sciroppate, la pastiera, tipico dolce pasquale a base di pasta frolla ripiena di ricotta, grano bollito e canditi e, infine, gli struffoli, piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita, tipici del periodo natalizio.

A quello tradizionale del santo patrono così, si affianca oggi un altro “miracolo”. Più terreno forse, ma certamente delizioso e invitante: quello del Gran Gaffè Gambrinus con il suo irresistibile Dolce di San Gennaro.