Caffè del bar vs caffè fatto in casa: chi vince?

Articolo scritto da Michele Sergio e pubblicato su “Il Roma” del 25 febbraio 2018

Il mondo degli amanti del caffè è da sempre spaccato in due: i sostenitori del caffè espresso, quello preparato nei bar, contendono il primato del caffè più buono agli inguaribili amanti del caffè fatto in casa. Lo vogliamo premettere: sono entrambi buoni, ciascuno dei due ha piccoli difetti ed i grandissimi pregi della nostra eccezionale bevanda. A voler risolvere la vexata quaestio, proviamo ad evidenziarne le differenze.

L’Espresso, una veloce bontà tra una chiacchiera e un pensiero!

Preparato nei bar e nelle caffetterie, utilizzando una macchina professionale, si presenta con la classica crema in superficie. La macchina nasce alla fine del 1800 e si lega alla figura di Angelo Moriondo, l’uomo che per primo la ideò con l’intento di velocizzare e semplificare la preparazione del caffè per renderlo immediatamente fruibile in un ritrovo pubblico. Successivamente Luigi Bezzerra, colpito dall’invenzione di Moriondo, propose una nuova versione della macchina espresso proponendola a livello industriale: è la “Pavone”, con l’utilizzo della quale il caffè veloce, l’espresso, per l’appunto, veloce come quello che, all’epoca, era il treno più veloce, prende definitivamente piede, uscendo sempre più dalle case.

Oggigiorno le macchine moderne da espresso consentono di preparare il caffè in meno di un minuto, con alto risultato in termini di gusto e qualità, in perfetta linea con i ritmi serrati di una giornata lavorativa. In particolare nella nostra città è presente in quasi tutte le caffetterie la macchina a leva (a differenza delle altre parti d’Italia dove si predilige l’uso della macchina da bar automatica – o a erogazione continua – che, ci sia consentito dirlo, permette di realizzare un signor caffè!

La Cuccuma e la Moka: la bontà viene servita in casa e tutto profuma di caffè!

La caffettiera napoletana (la c.d. cuccuma o cuccumella) inventata a Napoli nel 1819 dal francese Morize è stata utilizzata per molti anni fino ad essere poi gradualmente sostituita dalla più moderna e veloce Moka, creata nel 1933 da Alfonso Bialetti. Le due “macchinette” del caffè casalinghe hanno reso l’antico infuso una nuova e saporita bevanda da preparare in casa, calda, aromatica, associabile ad ogni tipo di dolcino, sufficientemente rapida da preparare, ma con un tempo, certamente più lungo di quello del bar, che consente di conversare nel mentre il caffè sale spandendo il suo aroma per tutta la casa.

Ci rendiamo conto di non essere riusciti a dare la palma di migliore ai due eterni contendenti e forse non è possibile: si obietterà che sono due cose diverse, ma sempre il Caffè è! Diversamente declinato ma, ciascuno, perfetto per momenti differenti; entrambi deliziosi ed irrinunciabili. A patto che si rispetti la tradizione della grande scuola napoletana, che sia quella dei maestri caffettieri o quella delle esperte mani casalinghe. De gustibus, del resto, non est disputandum. Buon caffè a tutti!