Articolo scritto da Michele Sergio e pubblicato su Il Roma del 30 settembre 2018

Il caffè accompagna il napoletano nel corso della giornata costituendo la pausa per antonomasia, l’irrinunciabile energizzante per meglio affrontare le ore di lavoro o di studio, in casa e per strada, da soli o in compagnia. Alcuni lavori, poi, richiedono particolare prontezza, lucidità e attenzione; per chi li svolge il caffè è un supporto fondamentale. Pensiamo alle guardie giurate, professionisti scelti che tutelano i beni affidatogli, rischiando non poco soprattutto in realtà come la nostra, ahimè, dove la delinquenza è niente affatto una rarità.

Incuriosito dall’approfondire il rapporto tra questi tutori dell’altrui patrimonio e la nostra bevanda nazionale, mi sono recato presso la Union Security in Giugliano in Campania del dott. Valerio Iovinella, istituto che conta più di 300 addetti e brilla per la qualità dei servizi e risultati.

Ho così chiacchierato con il sig. Giuseppe Piezzo, una guardia giurata, sottoponendogli alcune domande.

  1. D) Da quanti anni presta servizio per questa Azienda e che attività svolge?
  2. R) Lavoro in questa azienda da 18 anni e una delle mie attività è il servizio mobile in auto. Siamo in due ed il nostro compito è quello di tutelare i beni dei clienti

 

  1. ) Bere caffè è importante per il tipo di lavoro che svolge?
  2. R) Certamente! Abbiamo sempre con noi in auto un thermos contenente appunto caffè che ci aiuta ad affrontare il nostro difficile lavoro e, soprattutto di notte, è un alleato prezioso per combattere il crimine;

 

  1. D) Ci può raccontare qualche aneddoto relativo al suo lavoro ed al caffè?
  2. R) Qualche settimana fa ero di servizio proprio di notte quando dalla centrale mi hanno chiesto di portarmi urgentemente presso un cliente perché tre malviventi armati stavano provando ad forzare l’ingresso. Nel momento preciso della chiamata di allarme stavo, con il mio collega, per bere il sospirato caffè. Non ho potuto, ovviamente, perché ci siamo immediatamente attivati per giungere sul luogo segnalato, dove, lo dico con orgoglio, abbiamo sventato il tentativo di furto. Il nostro cliente si è complimentato con noi, manifestando gratitudine e riconoscenza e … offrendoci un ottimo caffè che, ovviamente, dopo l’azione non poteva certamente mancare!

 

  1. D) Quanti caffè beve durante l’orario di lavoro?
  2. R) Personalmente 3 o 4 durante il mio turno lavorativo ma qualche collega anche più di cinque. Il caffè ci aiuta a stare all’erta, a sostenerci ma, anche, a rilassarci costituendo, il berlo, un momento piacevole di pausa.

 

Tra i responsabili ho intervistato l’ufficiale del corpo Leopoldo Siena.

 

  1. D) Lei di che si occupa esattamente?
  2. R) Il mio lavoro consiste nel coordinare e sovraintendere una squadra di oltre 40 unità: in primo luogo gestisco turni e problematiche; inoltre mi occupo personalmente di controllare se gli uomini a me affidati espletino le loro funzioni con efficacia, serietà e massimo rispetto nei confronti del cliente;

 

  1. D) Anche per lei è importate bere caffè durante il suo lavoro?
  2. R) Sicuramente. Tra le mie mansioni rientra anche quella di concludere contratti con nuovi clienti e stabilire con loro le modalità di controllo più indicate per il tipo di bene da proteggere. La tazzina di caffè è l’inevitabile accompagnamento di tali colloqui, è il sistema migliore “per rompere il ghiaccio” con i clienti, vecchi e nuovi.

 

  1. D) Quindi per il suo lavoro il caffè è fondamentale?
  2. R) Posso dire che è il miglior partner per “chiudere” i contratti, il mio prezioso alleato, al quale non rinuncerei per tutto l’oro del mondo.

 

Insomma l’esperienza fatta presso l’accorsata azienda di vigilanza e sicurezza mi ha confermato quanto il nostro nero infuso sia importante per chi svolge incarichi delicati e, ancora una volta, che non può essere definita una semplice bevanda, bensì il catalizzatore delle migliori energie psicofisiche.