Il Brasiliano: un classico caffè gourmet napoletano

Articolo scritto da Michele Sergio e pubblicato su Il Roma il 14 ottobre 2018

Negli anni cinquanta il cuore pulsante della città Napoli è la Galleria Umberto I.
Questo spettacolare edificio in stile liberty, realizzato alla fine del XIX secolo dall’architetto Antonio Curri, è luogo di incontro dei tifosi del Napoli calcio, degli artisti e dei cantanti in cerca di contratti e scritture, nonché del variegato mondo dei cosiddetti “Sanzari”, intermediari capaci (a volte) di procurare un’occupazione alle persone che ne sono in cerca.

I napoletani vogliono ritornare alla normalità dopo i duri anni della seconda guerra mondiale e bar e caffè diventano il luogo di aggregazione per antonomasia, in particolare, come detto, in Galleria. Nei difficili anni del dopoguerra molte persone molte cose che oggi per noi sono scontate come ad esempio una colazione (cappuccino e cornetto) erano un lusso. E’ qui che molti avventori cominciano a richiedere qualcosa di più sostanzioso del tradizionale caffè, aggiungendovi latte e cacao. Un sorta di mini-cappuccino molto più economico del cappuccino vero e proprio. Nasce il Caffè Brasiliano dal nome del bar omonimo, già famoso per avere elevato il ciuccio ad icona simbolica della nostra squadra di calcio.

Questo caffè si può anche, facilmente, realizzare anche a casa.

Gli ingredienti sono i seguenti: caffè, cremina di zucchero, schiuma di latte e cacao.

Il caffè lo possiamo realizzare o, utilizzando la classica Moka, oppure, utilizzando la macchinetta casalinga per il caffè a cialde o capsule.

La cremina di zucchero la si realizza versando all’interno di un piccolo bricco 10 parti di zucchero e 5 parti di caffè (per intenderci per ogni cucchiaino di caffè si devono aggiungere 2 cucchiaini di zucchero); i due ingredienti vanno mescolati energicamente fino ad ottenere un cremina di colore marroncino. La cremina di caffè è ingrediente onnipresente nei caffè gourmet napoletani e, inoltre, è uno dei tanti segreti per realizzare un buon caffè napoletano.

La schiuma di latte (da non confondere con la crema di latte) la si può realizzare con varie tecniche. La migliore è la più semplice è utilizzando un frustino elettrico che sarà immerso nel pentolino contente appunto il latte (ovviamente caldo) per pochi secondi. Il risultato è rapido e sorprendente (il frustino elettrico è utile anche per preparare un buon cappuccino con molta schiuma).

Infine il cacao lo si può trovare in qualsiasi negozio o supermercato.

Una volta pronti i quattro ingredienti possiamo procedere “all’assemblaggio”. Utilizzando un bicchiere di vetro versare prima la cremina di zucchero, successivamente una tazzina di caffè (preferibilmente il caffè cremoso e realizzato con miscela napoletana) e la schiuma di latte. Per finire decorare il tutto con una spolverata di cacao.

Dopo più di mezzo secolo il Caffè Brasiliano è diventato un classico della caffetteria napoletana, sempre in voga e sempre richiesto. Ad esso sono seguite le tante variazioni proposte dai sempre fantasiosi baristi napoletani (e non): dall’Espressino al Caffè Marocchino, dal Caffè Strapazzato al Caffè Gegè, solo per citarne alcuni. Ma questo è un altro argomento. Alla prossima quindi e ad maiora tra il fumo e il gusto di un buon espresso napoletano.