La pasticceria napoletana vanta diverse prelibatezze in fatto i dolci, una di queste sicuramente è il migliaccio, un dolce tipico del periodo di carnevale.

Sulla tavola dei napoletani infatti proprio in questo particolare periodo  dell’anno non possono mancare chiacchiere, sanguinaccio e appunto il migliaccio, tre simboli culinari che rappresentano in pieno questo tipo di festa in fatto di gusto.

Proprio oggi vogliamo raccontarvi, qualche curiosità sul migliaccio,un dolce dalla semplice composizione, che ha origini molto antiche e che nonostante il passar del tempo ha mantenuto la sua naturale bontà.

Le origini

Partiamo col dire che la parola migliaccio deriva dall’espressione latina miliaccium, che sta ad indicare il pane di miglio.Proprio il pane di miglio era infatti uno dei principali ingredienti, impiegato per la sua realizzazione e che era tipico della tradizione contadina partenopea.

Durante il periodo del Medioevo, il pane di miglio veniva arricchito con il sangue di maiale, ritenuto un alimento completo e nutriente e per diversi secoli fu proprio questo, uno dei principali ingredienti usati per le diverse ricette della tradizione contadina.

Con il passar del tempo, precisamente della seconda metà del ‘700 con l’influsso della borghesia e della chiesa Cattolica, che consideravano, l’uso del sangue di maiale nelle ricette delle tradizioni pagane, tale ingrediente venne sostituito con altri, e nel caso del migliaccio venne aggiunto zucchero, cannella farina e uova. Il migliaccio si trasformò così  nel dolce moderno che noi  tutti conosciamo.

Il migliaccio oggi

Come succede per molte ricette della tradizione, molti elementi resistono, altri semplicemente vengono sostituiti, come nel caso del pane di miglio che oggi  ha ceduto il passo alla semola di grano duro, ovvero il semolino, ormai ingrediente principale nella realizzazione di questo dolce.

Un’ultima curiosità su questa pietanza? Gli ingredienti usati per la realizzazione del migliaccio sono gli stessi che si trovano nel ripieno della sfogliatella napoletana. In alcune zone della Campania, come la Valle Caudina (tra Benevento e Avellino), è conosciuto anche come “sfogliata“. Insomma, il migliaccio può essere definito in un certo senso come  la versione povera delle celebri sfogliatelle napoletane. Eh si perchè nonostante il passare inesorabile del tempo questo dolce non è riuscito a scrollarsi di dosso l’appellativo della tradizione povera, ma a noi poco importa perchè ci piace proprio così come è, nella sua semplicità.