di Simona Vitagliano

Napoli è una città che raccoglie, in se stessa, millenni di storia, di segreti e di tesori.

Meraviglie che, in larga parte sono collezionate nei vari musei e poli culturali disseminati qui e là nella metropoli e nelle province e che, per un turista, sarebbe impossibile visionare tutte in un weekend o persino in una settimana. D’altro canto, tra gli stessi napoletani è facile ritrovarsi a chiacchierare di qualche luogo curioso o particolare di cui in pochi, magari, conoscono l’esistenza.

Ad esempio, non tutti sanno che nella città partenopea esiste un Museo del Corallo, ubicato all’interno della Galleria Umberto I, a due passi dal Gran Caffè Gambrinus!

Il Museo del Corallo Ascione

Il Museo del Corallo Ascione è aperto tutti i giorni della settimana (tranne la Domenica) ed è dedicato alla lavorazione artistica del corallo da parte della Ascione di Torre Del Greco, la più antica azienda locale dedita alla lavorazione di gioielli, madreperle, metalli preziosi, coralli e cammei.

Lo spazio è diviso in due sezioni:

  • didattica, relativa alla manifattura del corallo;
  • espositiva, ricca di più di 300 pezzi tra cui, ovviamente, coralli, pietre laviche e cammei, il tutto risalente più o meno al XIX secolo e gli anni ’40.

Inoltre, è presente anche uno spazio dedicato alla lavorazione del cammeo e il pubblico può ammirare rami di coralli di ogni tipo, antichi utensili, confrontarsi con sistemi di pesca dei secoli scorsi e perdersi tra le creazioni più disparate che hanno costellato i mercati dei nostri antenati.

Il museo, in sostanza, ripercorre la storia dell’azienda, dall’Ottocento ad oggi, proprio attraverso l’esposizione di oggetti unici al mondo, oltre che di documenti, fotografie e materiale cartaceo originali.

Tutto è cominciato nel 1855, negli agli anni del regno di Ferdinando II di Borbone, quando Giovanni Ascione, figlio dell’armatore di “coralline” Domenico, decise di cimentarsi nella manifattura del corallo, attività che era già stata importata a Torre del Greco agli inizi del XIX secolo. Carico della collaborazione dei suoi 10 figli e della raffinatezza delle composizioni, riuscì a rendere famoso il brand Ascione e guadagnò diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali, fino a diventare fornitore ufficiale della famiglia reale che, tra le altre cose, gli conferì anche il privilegio di fregiare il marchio con le insegne di Casa Savoia.

Ecco perché, quando si parla di artigianato artistico e di corallo, Napoli appare ancora oggi come fulcro mondiale del settore.

Ubicazione

Come anticipato, il Museo del Corallo Ascione si trova all’interno della Galleria Umberto I, occupando il II piano della facciata principale della struttura. Il tutto, quindi, si condisce anche con i panorami della città: dai balconi, infatti, appaiono quasi “a portata di mano” i rilievi di stucco della facciata del Teatro di San Carlo!

Insomma, un luogo da visitare perché racconta “una storia nella storia” di Napoli e consente un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso una delle arti che hanno contribuito a rendere Partenope famosa in tutto il mondo.