Intellettuali e Artisti

Oscar Wilde

UNA TREGUA DAGLI AFFANNI

Oscar Wilde, 1882.Oscar Wilde (1854-1900) è tra gli esponenti di spicco del decadentismo europeo di fine ‘800. Sferzante, controverso, incline alla provocazione, dovette scontare una condanna penale per reati contro la morale.

Uscito dal carcere di Reading nel 1979, riparò a Napoli insieme a Lord Alfred Douglas nascondendosi sotto falso nome con l’intenzione di trovare pace proprio in quel luogo, Posillipo, il cui nome in greco significa “tregua dal pericolo”. Qui, infatti, i due presero alloggio rimanendo a Napoli fino al marzo 1989.

Pur cercando di mantere un profilo basso, il grande scrittore irlandese non poté fare a meno di frequentare il Caffé più rinomato della città, il Gran Caffè Gambrinus, per rivivere i fasti di quel bel mondo di cui era stato protagonista indiscusso.


Gabriele D’Annunzio

La canzone napoletana al Gambrinus

Oscar Wilde, 1882.Gabriele D’Annunzio (1863-1938) è il poeta civile per eccellenza, protagonista assoluto della vita politica e culturale dell’Italia tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Nato a Pescara, visse a Napoli dal 1891 al 1893 collaborando a Il Mattino e Il Corriere di Napoli.

La tradizione vuole che, durante un caffè al Gambrinus, il poeta fosse sfidato dall’amico Ferdinando Russo a scrivere una canzone in dialetto napoletano, canzone che D’Annunzio scrisse di getto addirittura a matita sul marmo di uno dei tavoli del Caffè.

Il testo della celebre A vucchella fu musicato da Francesco Paolo Tosti alcuni anni dopo e la canzone fu incisa da Enrico Caruso.


Ernest Hemingway

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Soprannominato Papa, fece parte della comunità di espatriati americani a Parigi durante gli anni venti, conosciuta come “la Generazione perduta” e da lui stesso così chiamata nel suo libro di memorie Festa mobile, ispirato da una frase di Gertrude Stein. Condusse una vita sociale turbolenta, si sposò quattro volte e gli furono attribuite varie relazioni sentimentali. Raggiunse già in vita una non comune popolarità e fama, che lo elevarono a mito delle nuove generazioni.

Hemingway ricevette il Premio Pulitzer nel 1953 per Il vecchio e il mare, e vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1954.

 

 

 


Bendetto Croce

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Presentò il suo idealismo come storicismo assoluto, giacché «la filosofia non può essere altro che “filosofia dello spirito” […] e la filosofia dello spirito non può essere altro che “pensiero storico”», ossia «pensiero che ha come contenuto la storia», che rifugge ogni metafisica, la quale è «filosofia di una realtà immutabile trascendente lo spirito». In funzione anti-positivistica, nella filosofia crociana, la scienza diventa la misuratrice della realtà, sottomessa alla filosofia, che invece comprende e spiega il reale. Fu tra i fondatori del ricostituito Partito Liberale Italiano, assieme a Luigi Einaudi.

Con Giovanni Gentile – dal quale lo separarono la concezione filosofica e la posizione politica nei confronti del fascismo dopo il delitto Matteotti – è considerato tra i maggiori protagonisti della cultura italiana ed europea della prima metà del XX secolo, in particolare dell’idealismo.

La filosofia crociana, ispirata al liberalismo sociale e improntata alla storiografia, ebbe grande influenza sulla cultura italiana, specificatamente per il suo pensiero politico; in particolare è ricordato come guida morale dell’antifascismo con la sua “religione della libertà”[4], tanto che fu anche proposto come Presidente della Repubblica italiana. Alcune riserve alla sua estetica, tra cui alla critica letteraria (in particolare alla sua definizione di «poesia») e alla superiorità attribuita da Croce alla filosofia sulle scienze nell’ambito della logica, sono state, tuttavia, espresse in tempi successivi.

 


 

Principessa Sissi

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Cresciuta relativamente libera da vincoli sociali e di comportamento normalmente imposti alla nobiltà mitteleuropea del XIX secolo, e generalmente insofferente alla disciplina di corte a Vienna nonché alle politiche imperiali e alle condizioni di vita dei popoli sottoposti alle autorità dell’impero austro-ungarico, ciononostante rimase un simbolo della monarchia asburgica e per tale ragione il 10 settembre 1898 fu uccisa a Ginevra, in Svizzera, dall’anarchico italiano Luigi Lucheni.

Alla figura di Elisabetta fu ispirata una trilogia di film austriaci diretti negli anni cinquanta da Ernst Marischka e interpretati da Romy Schneider nel ruolo della duchessina (impropriamente chiamata “principessa”) bavarese e poi imperatrice d’Austria, divenuta celebre con il soprannome spurio di Sissi.

 


Matilde Serao

1901 Matilde Serao 744037/37 ©Archivio Publifoto/OlycomMatilde Serao (Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. È stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Mattino.