Prussiane

Le prussiane dalla Francia all’Italia

di Simona Vitagliano

Fragranti, dolci, saporite… le prussiane riescono a mettere d’accordo proprio tutti con il loro gusto delicato e quella forma così particolare che le rende riconoscibili ovunque.

Questi dolcetti, infatti, non esistono solo in Campania ed in Italia, ma anche nella regione Linguadoca, in Francia, peraltro loro luogo d’origine, dove sono chiamate palmiers (palme) o, riferendosi alla forma, coeurs (cuori), in Inghilterra, dove è possibile trovarle sotto i nomi elephant’s ear (orecchie di elefante) o butterflies (farfalle) e in Spagna, dove, invece, hanno preso il nome di orejas (orecchie).

Anzi, a dirla tutta, anche nel nostro stesso Paese non è infrequente ritrovarle sotto il nome di ventagli o girelle.

Le varianti

Nate in Francia, come detto, le prussiane si sono diffuse in tutto il mondo, soprattutto in Europa, prendendo diversi nomi ma anche diverse “direzioni”, in piccoli particolari, in cucina.

La ricetta base, infatti, prevede tuorlo d’uovo, pasta sfoglia e zucchero di canna, con dell’ottimo burro da spalmare nello strato interno, prima di chiudere e ripiegare tutto nella nota forma a cuore, che aiuterà gli ingredienti ad amalgamarsi per conferire quel sapore così delicato ma deciso all’insieme.

Ci sono, però, ricette più leggere, come quelle che fanno a meno del burro, e varianti più golose, con miele o crema di nocciole negli strati interni e persino cioccolato fuso (o altre creme) a copertura.

Noi napoletani, in genere, siamo più fedeli alla ricetta tradizionale, per cui nei nostri caffè e nelle nostre pasticcerie è molto facile gustare delle ottime prussiane… “come mamma le ha fatte”!