Quali sono i più bei Caffè storici d’Europa

Articolo di Michele Sergio pubblicato su Il Roma il 02 settembre 2018

La data ufficiale dell’arrivo del caffè in Europa è il 1683: i Turchi dell’Impero Ottomano asse­diano Vienna per alcuni mesi, fino a quando gli eserciti europei coalizzati non li respin­gono costringendoli a mollare la presa. Nell’accam­pamento nemico i soldati degli eserciti vincitori rinvengono chicchi e polvere di caffè ed è così che alla corte di Vienna si comincia a bere questo nuovo infuso.

La diffusione del caffè è, dunque, databile alla fine del ’600. Ben presto da Vienna a Parigi, poi a Venezia e, quindi, presso le principali famiglie reali d’Euro­pa, si comincia ad apprezzare la nuova bevanda, in­trigante per l’intenso sapore del tutto nuovo.

Il caffè, in breve, diventa una moda e dai Palazzi dei regnanti si sposta nelle strade con la nascita delle prime Botteghe del Caffè, in seguito Caffet­terie, Café, Coffeehouse, Kaffeehaus, Cafés, varia­mente denominate a seconda dell’idioma della città dove sorgono sempre più frequentemente.

Il prestigio di tali ritrovi aumenta sempre più per es­sere frequentati da poeti, letterati e musicisti illustri che ne fanno la sede elettiva per incontri, discussio­ni e, finanche, luogo dove trovare la giusta ispirazio­ne creare e comporre. In tutte le capitali del Vecchio Continente, dunque, non ci si siede al Caffè solo per degustare bevande specifiche – caffè, tè, cioccolata, birra, vino pregiato – o prelibatezze culinarie e di pasticceria realizzate dai migliori chef dell’epoca e dai più estrosi maestri pasticcieri e gelatieri (o ge­latai) che i gestori dei Caffè ingaggiano per offrire il meglio ai propri avventori. Molte di queste attività sono ancora attive, incuranti dei secoli e costitu­iscono veri e propri presidi storici custodi dei fasti antichi e della memoria delle grandi personalità che li frequentavano. Impossibile parlare di tutti i Caf­fè storici che ancora oggi risplendono nelle grandi città europee. Citiamo, tra gli altri: il Café de la Paix, Le Procope di Parigi; il Caffè Florian, il Caffè Quadri, il Caffè Lavena di Venezia; L’Antico Caffè Greco di Roma; il Café Central, il Café Sacher, il Café Mozart, il Café Landtmann di Vien­na; il Cafè Louvre, il Café Imperial di Praga; il Café Commercial di Madrid, New York Café di Budapest; il Café Chris di Amsterdam; il Café A Brasileira di Li­sbona e il Café Majestic di Porto.

Cafè Central – Vienna – 1876

Camminando per il centro storico della capitale austrica in ogni angolo spunta una Kaffehaus ricca di storia, fascino e, ovviamente, squisiti dolcetti e gustosi caffè. Uno dei caffè più imponenti e prestigiosi è senza dubbio il Café Central ubicato nel cuore della città asburgica. Inaugurato nel 1876 dai fratelli Pach di­venta subito luogo di ritrovo di personaggi passati alla storia: Sigmund Freud, Adolf Hilter, Vladimir Lenin, Adolf Loos, Theodor Herzl, Leone Trotsky, Josip Broz Tito. Quello che più colpisce di questo Café è la monumentalità, la grandezza e l’imperiosità che colpisce il visitatore, che seduto comodamente ai tavolini ha la possibilità di assaggiare piatti tipici viennesi.

Caffè Florian – Venezia – 1720

La Serenissima è stata per molti secoli porto principale del mediterraneo. Qui arrivavano le stoffe più pregiate, le spezie introvabili, le pietanze esotiche. Quando aprono i battenti dei primi caffè in piazza San Marco è subito succes­so. La portata storica delle caffetterie è così epocale che Carlo Goldoni addirit­tura scriverà una commedia “La Bottega del Caffè” dedicata appunto a questi nuovi luoghi di ritrovo. Ancora oggi è possibile visitare questi “monumenti” della storia di Venezia. Il più prestigioso Caffè italiano (e forse anche il primo) è il Florian. Inaugurato nel 1720 da Floriano Francesconi con il nome di “Alla Venezia Trionfante” è stato ribattezzato “Al Florian” per il modo di dire dei suoi avventori “andemo da Florian”. Frequentatori del Florian, tanto per citarne al­cuni, Giacomo Casanova, Giuseppe Parini, Silvio Pellico, Ugo Foscolo, Charles Dickens, Johann Wolfgang Goethe, Jean-Jacques Rousseau.

Café Le Procope – Parigi – 1686

Si dice che sia stato il primo caffè d’Europa. Non è un caso che questo primato lo detenga Parigi che tra le città d’Europa è sempre stata quella più all’avanguardia in ogni campo. Nel 1686 il ristoratore Francesco Procopio dei Coltelli (originario della Sicilia) decide di rilevare il locale cambiandogli il nome in “Café Le Proco­pe”. Nella capitale francese (così come nelle altre capitali europee come Napoli) il caffè è già conosciuto ma ancora da pochi; il merito di questo grande locale è stato quello d’avere diffuso la moda del nero infuso in Francia. Questo locale ebbe grande successo grazie al famoso sorbetto al limone creato dalle maestranze de Le Procope. Successivamente Procopio propose nel suo famosissimo locale il caffè e per la seconda volta ebbe un successo strepitoso. Tra i grandi personaggi che vi sono passati: Jean de La Fontaine, Voltaire, Napoleone, Honoré de Balzac, Victor Hugo e Robespierre.

Café Commercial – Madrid – 1887

Ubicato al centro della capitale spagnola è uno dei più antichi caffè della peni­sola iberica. Fondato nel 1887 è sia bar sia ristorante e, senz’altro, il caffè lette­rario più rinomato della città in quanto luogo di ritrovo di artisti e poeti. Chiuso nel 2015, lascia sperare in una nuova riapertura nel 2017.

New York Café – Budapest – 1894

A detta di molti il più bel caffè del Vecchio Continente. In queste storiche sale imponenti e sfarzose sono passati non solo re, imperatori, statisti, intellettuali ma anche avventori e turisti provenienti da tutte le parti del mondo. Fondato nel 1894 nel cuore della capitale ungherese è arredato con affreschi, colonne barocche, imponenti lampadari, poltrone e divani rossi, magnifici specchi. La migliore pasticceria ungherese si può degustare in questo storico Caffè. Un must.

 

Caffè Gambrinus – Napoli – 1860

 In Piazza del Plebiscito, dal 1860 fu ritrovo di artisti, politici, giornalisti, scrittori e poeti. Galleria d’arte liberty, con dipinti e statue dei migliori esponenti della Scuola di Posillipo, ospitava spettacoli di café chantant. Visitarono il Gambrinus la Principessa Sissi – che nel 1890 gustò il gelato alla violetta (lo si può consumare ancora oggi) – Gabriele D’Annunzio – abituale frequentatore, che, per scommessa, vi scrisse la celebre poesia-canzone “A Vucchella” – Matilde Serao – che fondò “Il Mattino” tra un caffè e un piatto di pasta – Oscar Wilde, Jean Paul Sartre.