La regina Maria Carolina e il caffè

La Regina e il primo caffè di corte

Che la città di Napoli deve tantissimo alla famiglia dei Borbone è cosa risaputa. Il patrimonio artistico- culturale, l’architettura, le innovazioni tecnologiche e molto altro ancora, sono solo alcuni degli aspetti voluti e lasciatoci dai membri della famiglia reale dei Borbone durante la loro reggenza napoletana.

Curiosità dal passato

Forse non tutti sanno che proprio ai Borbone in particolare alla Regina Maria Carolina d’Asburgo Lorena, si deve il merito di aver portato nella nostra città e sulle nostre tavole il caffè.

Maria Carolina, figlia di Maria Teresa D’Austria e sorella della Regina di Francia Maria Antonietta, sposò giovanissima Ferdinando IV re di Napoli.

Mai coppia fu così mal assortita: lei giovane istruita e ambiziosa, lui rozzo, per niente erudito e soprattutto poco avvezzo agli impegni di palazzo. Secondo fonti storiche, re Ferdinando IV era infatti attratto più dalla caccia e dalle donne, che dal potere a dispetto della moglie che invece preferiva governare. Nonostante questo improbabile sodalizio la coppia vantò circa 18 figli e un regno piuttosto longevo.

Il primo caffè a corte

La sovrana amava frequentare salotti intellettuali e organizzare feste sontuose e proprio durante uno di questi ricevimenti, avvenuto nel 1771, fece servire il primo caffè importato dalla corte di Vienna.

A Napoli in realtà questa bevanda era già arrivata da diverso tempo grazie al lavoro dei mercanti Veneziani, ma spesso essa veniva utilizzata come rimedio per i convalescenti. Il suo colore scuro inoltre le recava non pochi pregiudizi, tanto da essere definita dalla chiesa cattolica come la bevanda del diavolo.

Grazie invece alla regina Maria Carolina, che iniziò a portare diversi usi e costumi viennesi alla corte di Napoli, anche il caffè fu visto sotto una luce diversa e divenne una bevanda da consumare negli ambienti aristocratici.

Iniziò ad essere servito durante i balli che si svolgevano alla Reggia di Caserta, dai camerieri vestiti di tutto punto, subito dopo la cena, diventando, un appuntamento serale a cui era impossibile mancare.

 

 

 

 

Le colazioni al Gambrinus diventano social!

Le colazioni al Gambrinus diventano social grazie a Le Colazioniste.

L’8 luglio infatti, sarà ricordato come il giorno in cui al Gran Caffè Gambrinus, tra i tavoli della storica caffetteria si sono incontrate molte web influencer che hanno dato vita al movimento “Le Colazioniste” e  hanno realizzato un servizio fotografico davvero fuori dal comune.

I protagonisti di questo evento, che ha subito fatto il giro del web, con gli hashtag #gambrinus #caffegambrinus #lecolazioniste, sono stati tutti i prodotti della colazione alla napoletana. Caffè, sfogliatelle, cornetti, babà, cappuccino, spremute d’arancia e leccornie varie, tavolini imbanditi di ogni ben di Dio, fotografati e postati sui maggiori canali web come Facebook, Instagram e Youtube.

Il fenomeno

Fotografare e postare le foto sui canali social di piatti tipici, di abbondanti colazioni, è ormai un rituale molto in uso soprattutto tra i più giovani. Le foto, le prospettive, i soggetti nel tempo cambiano e anche il modo di proporli sui social. I soggetti fotografati diventano sempre più oggetti inanimati come bicchieri per aperitivi, piatti di ogni genere, insomma cambia il modo di comunicare e il messaggio che si vuole trasmettere.

Anche il Gran Caffè Gambrinus, patria indiscussa della colazione non poteva non seguire e sostenere questo nuovo filone. Per questo motivo l’8 luglio si è tenuto l’evento social Le Colazioniste, in cui le regole erano davvero semplici per i partecipanti: condividere la colazione sul proprio canale social e postare foto all’interno del blog del post evento.

Perchè dunque mangiarle solo, le colazioni a quanto pare, secondo questo fenomeno prima vanno mostrate sui social, e poi vanno consumate. Come per dire: una goduria per gli occhi e per il palato.

La bellezza arriva al Gambrinus: Belen, Elisabetta e Irina

La bellezza passa sempre dal Gambrinus. Questa non è una frase retorica ma è la pura verità. Il Gran Caffè Gambrinus nel corso del tempo, oltre ad aver ospitato personaggi dell‘arte, della cultura, della musica, della politica e del cinema, è stato e continua ad essere tutt’ora il posto perfetto per ospitare la bellezza in tutte le sue forme.

In particolare vogliamo raccontarvi  di tre donne molto diverse tra loro eppure per molti aspetti simili, come il fascino indiscusso, che sono passate proprio di qui come Belen Rodriguez, Elisabetta Gregoraci, Irina Shayk.

Testimonial rispettivamente di tre marchi differenti, le tre donne dalla bellezza smisurata sono state ospiti del Gambrinus e sono entrate a far parte della schiera dei personaggi famosi che questo caffè ha conosciuto nel tempo.

Belen Rodriguez

Maria Belen Rodriguez Cozzani, argentina, classe 1984,  conduttrice televisiva e showgirl, è stata la testimonial di un famoso marchio di abiti da sposa.

Lo scenario del set fotografico è stata la città di Napoli e in particolar modo Piazza Plebiscito e  il Caffè Gambrinus, che l’hanno vista sfilare con magnifici abiti bianchi sotto gli occhi di passanti in delirio.

Siamo sicuri che anche i più reticenti al matrimonio alla visione di questa sposa meravigliosa avrebbero ceduto e pronunciato il fatidico si.

Elisabetta Gregoraci

Bellezza nostrana, classe 1980, Elisabetta Gregoraci, modella showgirl e conduttrice televisiva, è stata la testimonial di un noto brand di caffè. La scelta della location per sponsorizzare questo prodotto è caduta proprio sul Gran Caffè Gambrinus, e non è un caso visto che è la vera casa del caffè napoletano. 

Irina Shayk

Irina Shayk super modella russa classe 1986, è un’altra testimonianza viva della bellezza che ha visto come scenario il Gambrinus.

Testimonial nel 2009 di una campagna pubblicitaria di un noto brand di costumi, Irina ha passeggiato in tutta tranquillità in costume, mostrando un fisico mozzafiato, tra i tavolini del Gambrinus con in mano una tazza del nostro gustosissimo caffè, per la gioia dei fortunati passanti che in quel momento hanno potuto vederla dal vivo in tutto il suo splendore. Il caffè non è mai stato così buono come in quel momento!

Giornata mondiale del libro: gli scrittori del Gambrinus

Oggi 23 Aprile si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, una giornata interamente dedicata alla cultura, appuntamento ormai fisso nelle manifestazioni culturali nazionali e internazionali.

Patrocinata dall’UNESCO, questa giornata è  dunque una sorta di tributo ai libri, un modo per incoraggiare i giovani a conoscere e a scoprire il piacere della lettura.

Per questo motivo anche noi del Gambrinus abbiamo deciso a modo nostro, di dare un personale contributo a questa giornata, raccontandovi all’interno del nostro blog alcuni degli scrittori delle opere più celebri che hanno fatto di Napoli ma soprattutto del Gran Caffè Gambrinus lo scenario perfetto in cui sono state realizzate quelle opere letterarie che li hanno resi praticamente immortali.

Gambrinus: tra caffè e cultura

Come in molti di voi già sapranno, il Gran Caffè Gambrinus è stato da sempre a partire dal 1860, uno dei punti focali della nostra città, il cuore pulsante della vita mondana, culturale e letteraria della città di Napoli.

Regnanti, politici, giornalisti, letterati e artisti di fama internazionale nel corso degli anni ne hanno fatto il luogo dove incontrarsi, discutere e scrivere versi, come nella migliore tradizione europea del caffè letterario.

Questo storico locale partenopeo, acquisisce il suo massimo splendore nel periodo che gli storici hanno contrassegnato come la Belle Epoqué”.Durante proprio questi anni del primo novecento, infatti il Gambrinus, diventa il salotto della cultura e dell’arte, in cui personalità di tutto il mondo trascorrevano ore a conversare e progettare grandi idee e la realizzazione di capolavori.

Scrittori illustri

I letterati italiani e soprattutto stranieri erano dunque soliti fermarsi proprio qui. Ricordiamo tra gli ospiti più illustri lo scrittore Gabriele D’Annunzio che compose proprio al Gambrinus i versi della celebre canzone “A’vucchella”, la scrittrice Matilde Serao che fondò il quotidiano “Il Mattino” seduta proprio ai tavolini del caffè, Benedetto Croce che fece di Napoli la sua seconda città, lo scrittore irlandese Oscar Wilde che si recò nella città partenopea con Lord Alfred Douglas dopo i tristi giorni di prigionia, Ernest Hemingway, il filosofo francese Jean-Paul Sartre che scrisse pensieri su Napoli ai tavolini del Gambrinus.

Insomma non c’è forse un modo migliore per celebrare la giornata mondiale del libro, magari seduti proprio ai tavolini del Gambrinus, sorseggiando dell’ottimo caffè napoletano, sfogliando le pagine di un libro e godersi tutta la cultura e la storia che solo qui è possibile respirare.

 

 

 

S.O.S Gambrinus: pronto intervento per dolci e caffè!

Quando si è in pericolo, il segnale SOS è la sigla universale che indica una richiesta di aiuto. Una richiesta di aiuto può essere necessaria in tante occasioni in cui ci si trova in difficoltà. Ma non pensiamo alle difficoltà legate solo a questioni di reale pericolo, ci sono infatti richieste di aiuto che possono appartenere alla sfera quotidiana come per esempio semplicemente il non saper adempiere ad alcune mansioni casalinghe.

Quella di cui vogliamo parlarvi questa settimana, riguarda una delle difficoltà più comuni soprattutto nelle giovani generazioni ovvero quella del non sapere cucinare e in particolar modo quella di non saper preparare dolci, e non solo anche quella di preparare il caffè.

Se l’arte della pasticceria è qualcosa di veramente complesso e a cui non tutti sono avvezzi, anche preparare un buon caffè non è cosa da meno, c’è infatti chi lo prepara in modo “troppo largo”, quasi da sembrare una strana tisana, ben lontano dal caffè napoletano ristretto e ricco di un aroma intenso che pervade la casa, c’è chi lo fa bruciato, insomma, i disastri in cucina possono essere dietro l’angolo.

Un’idea geniale!

Per ovviare a questa situazione Michele Sergio, il “Boss del Caffè” dello storico Gran Caffè Gambrinus, e  per rispondere alle richieste di aiuto dei suoi numerosi e golosi follower, ha ideato un progetto non solo innovativo ma molto simpatico e utile che si propone di aiutare chi ha grandi difficoltà in cucina.

Il progetto si chiama SOS Gambrinus, pronto intervento per dolci e caffè e sta già riscuotendo un gran successo.

Ma come funziona questo servizio? Scopriamolo insieme.

Tutto inizia con una richiesta di aiuto da parte del cliente in difficoltà, che deve arrivare attraverso la realizzazione di un video-messaggio inviato al numero 339.853.03.44 in cui bisogna raccontare quali sono le difficoltà nella realizzazione di dolci tipici della tradizione  campana e le proprie criticità nella preparazione del perfetto caffè napoletano.

A questo punto una volta ricevuto il messaggio, l’Unità Operativa Gambrinus è pronta a rispondere e a organizzare un appuntamento a domicilio, dove il maestro pasticciere Stefano Avellano arriva in soccorso dell’aspirante e volenteroso chef. Oltre a Stefano Avellano che si occuperà della pasticceria, ci sarà Michele Sergio in persona che vi aiuterà nella preparazione del caffè e di tutti i segreti che la sua realizzazione richiede.

Un servizio questo davvero utile e allo stesso tempo creativo in cui ognuno può cimentarsi nell’arte della pasticceria e creare dei veri capolavori culinari ma soprattutto diventare abili preparatori di caffè da far invidia alle vostre nonne.

Quindi, cari principianti napoletani, niente più scuse è il momento di superare i vostri limiti con SOS Gambrinus. 

 

 

 

 

Storia della caffettiera

Il segreto per preparare un buon caffè? In realtà non ce n’è uno solo, ma c’è la combinazione di almeno tre elementi fondamentali come l’acqua, la qualità del caffè e soprattutto la scelta della giusta macchinetta con il quale prepararlo, per non parlare poi che una volta assemblato il tutto, il caffè deve cuocere su fiamma lenta. Insomma come potete ben intuire, fare un buon caffè, non è poi così semplice, anzi può essere concepita come una vera e propria arte culinaria con le sue complessità.

Come dicevamo uno degli elementi  fondamentali per preparare il caffè è la caffettiera.

Le caffettiere non sono tutte uguali e nel tempo sono cambiate sotto molti punti di vista e questo per soddisfare maggiormente le esigenze dei bevitori di questa bevanda. Ma qual è la loro storia? Scopriamolo insieme all’interno di questo articolo dove troverete alcune curiosità veramente interessanti.

Cenni storici……

La prima caffettiera in assoluto è originaria dell’Africa precisamente dell’Etiopia e si chiamava la jabena, che prevedeva un bricco di terracotta formata da un collo stretto a camino e un piccolo beccuccio in cui si versava il caffè.

Se in Africa veniva usata la jabena, in Europa invece nel periodo tra il XIV e il XVIII veniva utilizzata come tecnica per preparare il caffè, la bollitura dei fondi. Ovviamente la difficoltà di separare i fondi dalla bevanda fece si che in molti si adoperassero per costruire macchinari appositi per preparare questa bevanda con meno difficoltà.

Solo però nel 1800 venne inventata quella che potremmo definire una delle antenate della Moka ovvero la vacuum, una macchinetta formata da due contenitori, di cui uno inferiore che aveva il compito di contenere l’acqua e una parte superiore che invece conteneva la polvere di caffè.

Sono succedute a questo modello poi la caffettiera a filtro, quella rovesciabile, conosciutissima soprattutto perché spesso presente nelle opere teatrali di Eduardo De Filippo, fino ad arrivare alla Moka moderna, la Bialetti.

Quella che noi tutti conosciamo e che tutti abbiamo in casa è frutto del genio dell’italiano Alfonso Bialetti, da qui il suo nome, che nel 1933, progettò e realizzò la caffettiera per eccellenza che ha cambiato il modo di preparare questa bevanda in casa.

Curiosità

Una curiosità su tutte sulla Bialetti? È stata prodotta in più di 105 milioni di esemplari, ed è presente nella collezione permanente del MOMA di New York, perché si sa da sempre che il caffè è un’opera d’arte.

 

 

 

 

 

 

 

Le colazioni nel mondo:ecco tutte le curiosità!

La colazione è il pasto più importante della giornata e questo è un dato di fatto.Tutti i nutrizionisti, dietologi, sostengono l’importanza di questo appuntamento al quale non bisogna mai mancare.

C’è da dire però che non sono tutte uguali, ci sono colazioni e colazioni. Eh si, potremmo infatti sintetizzare la questione affermando che a seconda del paese in cui ci troviamo è possibile fare una colazione diversa.

Vediamo insieme quindi qualche usanza nel mondo partendo proprio dal nostro Paese fino a raccontare qualche abitudine mattutina di altri posti.

Colazione made in Italy

In Italia siamo abituati ad un certo tipo di colazione che potremmo  racchiudere nella parola dolce. Caffè, yogurt, biscotti, succhi di ogni tipo, cappuccino, latte e corn flakes, marmellate da spalmare su fette di pane, cornetti e brioche, insomma la colazione made in Italy si presenta molto variegata, ognuno sceglie la propria, in base ai gusti e al proprio regime alimentare, ma anche se varia da persona a persona ha un unico comune denominatore: la dolcezza.

Se ci allontaniamo dal nostro Bel Paese le cose cambiano e anche di molto. La colazione diventa un appuntamento del tutto diverso da quello all’italiana, talvolta consumata in modo fugace prima di uscire.In molte zone del mondo infatti è proprio un momento in cui ci si mette ai fornelli e si realizzano piatti sorprendenti.

Colazioni internazionali

In Spagna per esempio, esiste sia la colazione dolce che quella salata, quest’ultima consiste nel mangiare pan y tomate  ovvero il pane condito con polpa di pomodoro fresco e con un’aggiunta di olio. Anche in Gran Bretagna c’è questa doppia scelta: al tradizionale te inglese accompagnato da biscottini, consumati non solo al mattino ma anche di pomeriggio, si passa al consumo di uova fritte con bacon e salsiccia, usanza che rimanda anche alla colazione che si fa negli Stati Uniti, in cui il tutto viene accompagnato dal caffè americano e dai succhi d’arancia.

Nei paesi dell’Europa dell’est come la Germania e la Polonia invece la colazione tipica è per lo più salata e prevede il consumo di  formaggio, prosciutto, pancetta e salsiccia, accompagnati dal pane che viene accuratamente tostato e sul quale spalmato il burro, mentre per le bevande che accompagnano il pasto c’è una maggiore assonanza con le nostre, si consumano infatti caffè, thè e succhi di frutta; in Russia ad essere molto gettonati invece sono i sirniki, ovvero una sorta di pancakes fritti con la ricotta mescolata ad uova e farina e adornati con frutti di bosco freschi.

Se invece ci spostiamo nei Paesi orientali, le stranezze culinarie non si fanno mancare, in Giappone per esempio al mattino si consuma zuppa di miso, riso bianco, alghe marinate e pesce crudo, in Cina invece si prediligono piatti leggeri e salati, cucinati o al vapore o bolliti, da accompagnare al té cinese.

E ancora, in Pakistan si mangia lo stufato, in Israele zuppe di cipolle aglio pomodorini, in sud America si va dal consumo di pesce crudo, alla carne, a brodi vari, insomma il mondo ci offre mille modi di concepire la colazione, e raccontarli tutti sarebbe quasi impossibile, forse quasi come provarli, eppure tutti interessanti che raccontano tanto del territorio in cui vengono consumati.

E voi dopo aver letto questo articolo quale preferite? Non vi resta dunque che viaggiare per scegliere!

 

 

 

 

 

 

 

Pasqua a Napoli: alla scoperta di una città unica al mondo!

Pasqua è alle porte, e molte persone scelgono sempre più spesso di festeggiarla  fuori casa magari raggiungendo le città d’arte alla scoperta delle bellezze nostrane.

Una delle mete più gettonate è sicuramente Napoli, la città che racchiude in se vari aspetti  decisamente vincenti e molto apprezzati dai turisti come l’arte, la storia, la movida, ma soprattutto l’ottima cucina. 

Chi sceglierà per questa Pasqua 2018 di visitare il capoluogo partenopeo si troverà davanti varie proposte che accontenteranno i gusti dei turisti più esigenti.

 Tour dell’arte

Per gli amanti dell’arte proponiamo infatti una visita al PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, che propone una mostra dedicata al pittore Salvador Dalì; nella Basilica di San Giovanni Maggiore invece sarà possibile visitare la mostra che ha avuto un gran successo e per questo motivo resterà in città fino al mese di maggio Van Gogh the Immersive Experience; Al Palazzo reale invece per gli appassionati di musica da non perdere la mostra  curata da Renzo Arbore, Neapolitan Memories and Songs. 

Le tappe ovviamente da non perdere e da visitare  sono il Centro storico, cuore pulsante della città dove è possibile visitare la zona di San Gregorio Armeno famosa per i suoi pastori e per gli artigiani che li realizzano tutto l’anno, San Domenico Maggiore, dove nei pressi si trova il Cristo Velato, l’affascinante piazza del Gesù  con il Chiostro di Santa Chiara; la spettacolare piazza del Plebiscito con la sua maestosità,  divenuta il simbolo della città e ancora non può mancare una vista al Maschio Angioino fino ad arrivare al lungomare Caracciolo dove il protagonista insieme al mare è il Castel dell’Ovo con i suo borgo marinaro fatto di ristorantini tipici.

Ma diciamoci la verità queste sono solo alcune delle tappe da fare perchè a Napoli c’è tanto da fare ma sopratutto da vistare, questi suggerimenti possono essere considerati  solo come un assaggio, un inizio per conoscere la città.

Tour culinari…..

Ma Pasqua non è fatta solo di tour, visite guidate, ed escursioni questi giorni di festa infatti sono anche la giusta occasione per poter concedersi un peccato di gola e gustare prelibatezze culinarie tipiche della nostra zona come per esempio la pastiera napoletana. Per questo motivo una tappa al Gran Caffè Gambrinus diventa un qualcosa di irrinunciabile una meta da aggiungere a tutte le altre per assaporare in pieno il gusto del territorio campano. Sorseggiare un caffè fumante seduti ai tavolini del Gambrinus, la caffetteria che è parte integrante della storia di Napoli, assaggiare una fetta di pastiera o di colomba ripiena di cioccolato, godersi una pausa da tutto, non ha veramente eguali.Un’esperienza da non perdere per conoscere in pieno una delle città più suggestive del mondo.

Il caffè?Una grande opera d’arte!

Il caffè è un’arte e questo si sa.Ma sapevate che con il caffè si possono creare vere e proprie opere d’arte?

Eh si, avete letto bene, ma non ci riferiamo alle decorazioni che abili baristi realizzano quando ordiniamo il caffè e che mettono il buon umore, con soggetti come chiavi di violino, cuor, fiori etc… stiamo parlando invece di vere  e proprie opere realizzate su tela, dipinti da esposizione che raffigurano soggetti di ogni tipo, dai paesaggi alle nature morte, fino alla rappresentazione di personaggi illustri, dove il protagonista indiscusso è proprio il caffè. 

Coffee painting

La tecnica a cui ci riferiamo è comunemente nota come il coffee painting, una tecnica in cui per ritrarre un certo tipo di soggetto non vengono utilizzate tempere, acquerelli etc…bensì il caffè.Questo metodo è molto usato in tutto il mondo e chi usa questa tecnica è solito realizzare dei veri capolavori.

Cosa occorre per dare il via ad un’opera al caffè? Questa tecnica  può essere realizzata grazie ad una semplice tela e all’uso di una tazzina di caffè solubile, o quello realizzato con la moka fatto in casa, possibilmente un pò ristretto, infine occorre tanta fantasia e diciamoci la verità anche del talento, perchè nonostante gli strumenti siano di semplice utilizzo e reperibilità, realizzare questi dipinti non è poi altrettanto semplice.

Gli artisti del Caffè

Molti sono gli artisti che utilizzano questo tipo di tecnica e i loro lavori sono davvero eccezionali,  in Italia abbiamo Giulia Bernardelli che utilizza il caffè come inchiostro, i soggetti più famosi che ha dipinto sono Amy Winehouse e Marilyn Monroe,  in Gran Bretagna c’è Maria A. Aristidou, artista che ha iniziato a dipingere con il caffè, si racconta dopo averlo versato accidentalmente su un foglio di carta, Red Hong Yi, artista malese di 28 anni che tra le sue opere vanta un omaggio a Lucio Dalla, che ha realizzato utilizzando il fondo di 5000 fondi di tazze di caffè.

Insomma il caffè grazie a questi artisti assume dunque una nuova identità tutta da scoprire.

Capsule del caffè Gambrinus: il caffè napoletano per eccellenza!

Che cosa c’è di meglio dell’aroma di un bel caffè caldo che si propaga in casa di primo mattino, pronto a dare la carica per affrontare le sfide quotidiane, o delle pause da lavoro rese così speciali perchè accompagnate da una bella tazzina di caffè da gustare con i colleghi o del caffè da sorseggiare insieme agli amici in una caffetteria nel tempo libero? Secondo noi non c’è nulla di meglio, e il caffè in tutto questo ha un ruolo veramente importante.

Ci prendiamo un caffè?

Diciamocela tutta il caffè soprattutto per noi napoletani è una bevanda veramente speciale  non solo per il suo irresistibile gusto, per il carico di energia che da, ma è speciale soprattutto per il potere che racchiude in se, che potremmo definire aggregante. Eh si perchè l’espressione “ci prendiamo un caffè?”, è un modo di dire sempre attuale e sempre vivo nel nostro linguaggio, che vuole proprio sottolineare l’aspetto della condivisione e della convivialità. 

Ma diciamoci la verità,  non sempre le nostre vite e i nostri impegni ci permettono di avere tutto questo tempo libero per andare in un bar o in una caffetteria a sorseggiare un buon caffè. E allora, siamo costretti a rinunciare? Vi starete chiedendo?

La risposta per noi è: assolutamente no!

Per tutti gli appassionati del buon caffè, ma super oberati dal lavoro, c’è una soluzione veramente unica e molto semplice e cioè quello del caffè preparato direttamente a casa o in ufficio attraverso l’ausilio della macchina Nespresso, in cui poter utilizzare le innovative capsule compatibili realizzate  dal Gran Caffè Gambrinus.

Queste capsule sono state infatti proprio concepite per dare l’opportunità a tutti gli estimatori del vero caffè di poterlo bere direttamente da casa o in ufficio.

Esse racchiudono al loro interno tutto l’aroma e tutto il gusto del caffè  che di solito si  beve   al Gran Caffè Gambrinus, direttamente da casa.Un vero toccasana soprattutto per chi vive lontano da Napoli e certo di rado può concedersi di bere un caffè eccellente.

Grazie ad un’accurata selezione in fatto di caffè, il Gran Caffè Gambrinus ha ideato questo tipo di capsula che racchiude in se fedelmente il  gusto del caffè napoletano che da oggi si può gustare veramente dappertutto.

Perchè tutti meritano di gustare il nostro caffè, ovunque si trovino!