Storia e curiosità della basilica di San Francesco

Piazza del Plebiscito ospita una delle basiliche più rappresentative di tutta Napoli, stiamo parlando della basilica di San Francesco di Paola.

Costruita per volere del re delle due Sicilie Ferdinando I, questa chiesa fu realizzata tra il 1816 e il 1846 dall’architetto Pietro Bianchi, ed è tutt’ora uno dei gioielli architettonici più ammirati e fotografati della nostra città.

Secondo alcune fonti storiche, il re borbonico volle erigere questa chiesa come ex voto da offrire a San Francesco di Paola, a cui era molto devoto.

Ad una condizione però, che la cupola non dovesse superare in altezza e in maestosità il Palazzo Reale che sorge proprio di fronte all’interno della medesima piazza. Probabilmente una scelta questa, fatta per sottolineare la posizione di supremazia della casa reale Borbonica sui poteri ecclesiastici.

L’architettura

L’architettura di questa basilica è molto complessa ed è di ispirazione neo classica. All’esterno è formata da un ampio pronao e sostenuta da sei colonne ioniche in marmo di Carrara che sorreggono il timpano, sulla cui sommità si trova la statua della Religione, a sinistra c’è quella di San Francesco di Paola e a destra, la statua di San Ferdinando di Castiglia. Ai lati si sussegue il colonnato semicircolare che abbraccia per estensione la piazza mentre la cupola è ispirata al Pantheon romano e a quella della Basilica di San Pietro in Roma, ovviamente su scala ridotta. All’interno è impossibile non lasciarsi catturare dalla magnificenza dell’altare maggiore decorato con marmi policromi ma soprattutto dai numerosi dipinti, uno su tutti, quello raffigurante San Francesco di Paola che resuscita il giovane Alessandro realizzato del maestro Vincenzo Camuccini.

La basilica oggi

La basilica oggi resta una delle icone della città, elemento predominante che fa di Plebiscito sicuramente la piazza più importante e rappresentativa di Napoli, tanto da ricevere nel 1995 l’ambito conferimento da parte dell’Unesco come patrimonio culturale e siamo sicuri che la magnificenza della basilica ha dato il suo personalissimo contributo.

 

 

 

 

Dove osservare le stelle cadenti a Napoli

Inizia il countdown per la serata più magica dell’estate, ovvero la notte di San Lorenzo. Secondo la tradizione, proprio in questa notte è possibile osservare il fenomeno delle stelle cadenti ed esprimere un desiderio per ognuna di esse che si riesce a vedere.

La nostra città offre alcuni spunti davvero suggestivi dove poter trascorrere questa serata a osservare questo fenomeno rendendo il tutto ancora più speciale.

Lungomare Caracciolo

Uno dei luoghi cult è sicuramente il lungomare Caracciolo, un posto romantico e suggestivo tutto l’anno, molto amato dai napoletani e dai turisti. A destra il mare con i suoi giochi di luce, dove il Castel dell’Ovo è il protagonista indiscusso, a sinistra pizzerie e caffetterie di ogni genere, sono lo sfondo perfetto della movida napoletana, il posto ideale per le sere d’estate.

San Martino

Chi invece cerca refrigerio, nelle calde notti napoletane sa che potrà farlo arrivando nella zona di San Martino situata nel quartiere del Vomero. Belvedere San Martino, è una terrazza panoramica che  dona una vista a 360 gradi della città, perfetta per osservare le stelle cadenti. Posti ideale per chi vuole godersi un pò di frescura ed un panorama mozzafiato.

Piazza del Plebiscito

Osservare le stelle cadenti in una storica piazza? Perchè no magari seduti sui gradoni della Basilica reale pontificia di San Francesco di Paola di Piazza Plebiscito. La suggestione è assicurata.

Posillipo

Infine non potevamo non citare il meraviglioso panorama che è possibile vedere nella zona di Posillipo, la città si mostra in tutta la sua magnificenza. Ma attenti a non farvi distrarre, l’obiettivo è guardare in alto in cerca di stelle. 

Pronti dunque ad osservare il cielo con il naso all’insù nel vostro posto del cuore per trascorrere una notte magica?

In giro tra le fontane di Napoli

Napoli è una città ricca di fontane. Che siano in piena attività o “addormentate”, le fontane presenti in città raccontano la grandiosità e la sua grande forza architettonica.

Secondo le leggende partenopee narrate dalla scrittrice Matilde Serao, le fontane napoletane sarebbero sorte dalle lacrime degli uomini e le donne di questa città.

Ovunque la si osservi, Napoli ci offre una vastità di fontane. Di seguito troverete le più famose e alcune delle curiosità legate ad esse.

Fontana del Carciofo

La fontana del Carciofo, chiamata così dalla composizione floreale da cui è composta, che ricorda questo ortaggio, si trova praticamente a due passi dal Gran Caffè Gambrinus, in piazza Trieste e Trento. Fu realizzata nel 1959 dal Sindaco dell’epoca Achille Lauro che la donò alla città. Questa maestosa fontana, potrebbe essere definita in qualche modo anche la fontana più amata dagli sposi napoletani. Molti servizi fotografici nuziali vengono realizzati proprio in questa piazza e immancabili sono gli scatti dove lo scenario si rivela proprio questa meravigliosa fontana.

Fontana del Gigante

La sua costruzione risale al XVII secolo ad opera di Bernini e di Michelangelo Naccherino. Questa fontana si trova nella meravigliosa via Partenope dove lo scenario racconta tutta la magnificenza della città di Napoli.

Fontana del Belvedere Capodimonte

La sua costruzione risale al 1885. Collocata all’interno del meraviglioso parco di Capodimonte, la fontana del Belvedere oltre ad essere un complesso architettonico molto imponente ha dalla sua che ospita alcune specie marine come pesci rari e tartarughe.

Fontana di Monteoliveto

Situata nel pieno del centro storico della città, più che ad una fontana somiglia ad un mausoleo. L’acqua qui, infatti non zampilla da diverso tempo e nonostante sia un complesso architettonico molto antico pare sia abbandonata a se stessa. Trasformata in un punto di riferimento per aggregazione giovanile durante le ore dedicate alla movida notturna, questa fontana ormai con grande dispiacere passa inosservata ad un pubblico distratto.

Fontana del Nettuno

Grazie ai lavori di restauro avvenuti negli ultimi anni nella piazza in cui è collocata e cioè Piazza Municipio, la fontana di Nettuno sta godendo a sua volta di nuova linfa. Dopo aver girovagato in vari posti della città, pare finalmente abbia trovato la sua collocazione precisa e soprattutto davvero di rilievo, alle spalle di Palazzo San Giacomo e a due passi dal Maschio Angioino.

La bellezza arriva al Gambrinus: Belen, Elisabetta e Irina

La bellezza passa sempre dal Gambrinus. Questa non è una frase retorica ma è la pura verità. Il Gran Caffè Gambrinus nel corso del tempo, oltre ad aver ospitato personaggi dell‘arte, della cultura, della musica, della politica e del cinema, è stato e continua ad essere tutt’ora il posto perfetto per ospitare la bellezza in tutte le sue forme.

In particolare vogliamo raccontarvi  di tre donne molto diverse tra loro eppure per molti aspetti simili, come il fascino indiscusso, che sono passate proprio di qui come Belen Rodriguez, Elisabetta Gregoraci, Irina Shayk.

Testimonial rispettivamente di tre marchi differenti, le tre donne dalla bellezza smisurata sono state ospiti del Gambrinus e sono entrate a far parte della schiera dei personaggi famosi che questo caffè ha conosciuto nel tempo.

Belen Rodriguez

Maria Belen Rodriguez Cozzani, argentina, classe 1984,  conduttrice televisiva e showgirl, è stata la testimonial di un famoso marchio di abiti da sposa.

Lo scenario del set fotografico è stata la città di Napoli e in particolar modo Piazza Plebiscito e  il Caffè Gambrinus, che l’hanno vista sfilare con magnifici abiti bianchi sotto gli occhi di passanti in delirio.

Siamo sicuri che anche i più reticenti al matrimonio alla visione di questa sposa meravigliosa avrebbero ceduto e pronunciato il fatidico si.

Elisabetta Gregoraci

Bellezza nostrana, classe 1980, Elisabetta Gregoraci, modella showgirl e conduttrice televisiva, è stata la testimonial di un noto brand di caffè. La scelta della location per sponsorizzare questo prodotto è caduta proprio sul Gran Caffè Gambrinus, e non è un caso visto che è la vera casa del caffè napoletano. 

Irina Shayk

Irina Shayk super modella russa classe 1986, è un’altra testimonianza viva della bellezza che ha visto come scenario il Gambrinus.

Testimonial nel 2009 di una campagna pubblicitaria di un noto brand di costumi, Irina ha passeggiato in tutta tranquillità in costume, mostrando un fisico mozzafiato, tra i tavolini del Gambrinus con in mano una tazza del nostro gustosissimo caffè, per la gioia dei fortunati passanti che in quel momento hanno potuto vederla dal vivo in tutto il suo splendore. Il caffè non è mai stato così buono come in quel momento!

monumenti più belli di Napoli

La Festa dei Musei a Napoli

Dal 19 Maggio fino al 20 Maggio a Napoli si tiene un’importante manifestazione che si svolge ormai da circa tre anni ovvero “la Festa dei monumenti”, due giorni dedicati alla scoperta del patrimonio culturale della città. Per questa occasione i musei, resteranno aperti in un orario decisamente insolito dalle 20.00 alle 24.00 e il costo dei biglietti dei musei che aderiranno all’iniziativa sarà di una cifra davvero abbordabile cioè di 1 euro.

L’iniziativa che ha come scopo quello di avvicinare le persone alla cultura, è molto apprezzata sia dai turisti che dai cittadini che non perdono l’opportunità di conoscere la propria città. A Napoli c’è tanto da vedere, per questo abbiamo deciso di segnalarvi il nostro personalissimo tour che siamo sicuri apprezzerete tanto.

Galleria Umberto I

La prima tappa inizia con la  visita alla storica e suggestiva Galleria Umberto I, costruita tra il 1887 e il 1890. L’interno della galleria è costituito da due strade che si incrociano ortogonalmente e  circondata da palazzi, negozi e caffetterie.La galleria è stata la sede storica della massoneria napoletana in particolare della loggia Massonica Grande Oriente d’Italia. 

Maschio Angioino

Napoli è una città ricca di Castelli. Nelle adiacenze della Galleria Umberto troviamo uno dei castelli simbolo della città, presente nelle foto e nelle cartoline che raccontando della nostra città in tutto il mondo ovvero il Castel Nuovo o più conosciuto come Maschio Angioino. Il castello è di origini medioevali e rinascimentali e fu costruito da Carlo I d’Angiò, nel 1266 dopo aver sconfitto gli Svevi.

Teatro San Carlo  

Un altro fiore all’occhiello della città è sicuramente il teatro San Carlo, che vale la pena visitare almeno una volta nella vita. Esso vanta di essere il più antico teatro d’Europa, fondato nel 1737. Affaccia sulla via più famosa della città ovvero piazza Trieste e Trento, il teatro per volontà dei sovrani borbonici divenne  il simbolo di una Napoli che rimarcava il suo status di grande città europea. Ancora oggi il teatro mantiene un fascino intatto, dei tempi dei grandi splendori.

Palazzo Reale

Nel cuore di piazza Plebiscito sorge un edificio storico per eccellenza ovvero il Palazzo Reale,che fu residenza storica dei vicerè spagnoli, poi della dinastia borbonica. Oggi è la sede della biblioteca nazionale.  

Palazzo Salerno

Sempre in piazza del plebiscito, troviamo poi un palazzo storico Palazzo Salerno, edificato dall’architetto messinese Francesco Sicuro, destinato dal re Ferdinando IV come alloggio ai cadetti reali. Oggi ospita il Comando Forze Operative Sud.

Galleria Borbonica

Perchè godersi le bellezze della città solo in superficie? Napoli infatti è bella anche nel sottosuolo dove c’è tanto da scoprire. Quindi non fatevi mancare un giro alla Galleria Borbonica, rigorosamente in zattera.

Gran Caffè Gambrins

Come ultima tappa, di questo meraviglioso tour, vi proponiamo l’ immancabile sosta al Gran Caffè Gambrinus, luogo simbolo della città di Napoli, in cui si incontrano arte, gusto e tradizione.

Scoprire la città in zattera

Napoli velata:in zattera sotto Piazza Plebiscito

Napoli è una città dalle bellezze che potremmo definire svelate ma talvolta anche velate. La nostra città, è famosa in tutto il mondo per i monumenti, i castelli, palazzi storici, per i paesaggi mozzafiato raccontati attraverso ritratti, foto, poesie che ormai circolano da tempo. Esiste però un volto della città che forse non in tanti conoscono, una Napoli appunto velata, le cui bellezze si trovano in posti  decisamente nascosti, ovvero nel sottosuolo.

Eh si avete letto bene, una delle tante particolarità della nostra città è proprio quella di poter essere visitata non solo in superficie alla luce del sole, ma è possibile apprezzarne anche la parte più oscura, attraverso i passaggi sotterranei, quelli che ci portano in luoghi nascosti, per scoprire una storia passata che non vede mai la luce del giorno.

Per chi volesse provare, dunque a scoprire una Napoli vista sotto un altro punto di vista, un’esperienza da non perdere è sicuramente un tour in zattera nel sottosuolo partenopeo, a ridosso di Piazza Plebiscito all’interno della famosissima Galleria Borbonica dove si racconta uno spaccato importante della storia della nostra città. 

Curiosità sul tour…..

Questo particolarissimo tour vi permetterà infatti di conoscere una cisterna realizzata alla fine del 1400, raggiungibile attraverso un breve cunicolo nella quale sono visibili, lavorazioni idrauliche veramente eccezionali. Camminando per circa 20 metri, si arriva al percorso che porta alla sala delle auto. Dopo aver percorso questo sentiero sotterraneo si arriva finalmente all’imbarco della zattera che navigherà per tutta la galleria Borbonica, arrivando fino alla fine, in cui si potranno ammirare i nomi e i pensieri dei napoletani che scendevano nel ricovero da Piazza Carolina durante la Seconda guerra mondiale.

Un simpatico malinteso

Una delle cose che intendiamo raccontare è uno storico malinteso che ormai da diverso tempo si fa avanti. La visita della Galleria Borbonica è tutt’altra storia dalla visita della famosissima Napoli sotterranea.

I due tour infatti non solo territorialmente si trovano in due zone diverse della città ma raccontano epoche storiche differenti. La prima di cui abbiamo appena raccontato, infatti  si trova a ridosso di Piazza Plebiscito, l’altra invece situata nel cuore pulsante del centro storico. Quindi, attenzione turisti stranieri e nostrani, anche il sottosuolo come  spesso accade in superficie può essere ricco di inganni e malintesi.

 

Pasqua a Napoli: alla scoperta di una città unica al mondo!

Pasqua è alle porte, e molte persone scelgono sempre più spesso di festeggiarla  fuori casa magari raggiungendo le città d’arte alla scoperta delle bellezze nostrane.

Una delle mete più gettonate è sicuramente Napoli, la città che racchiude in se vari aspetti  decisamente vincenti e molto apprezzati dai turisti come l’arte, la storia, la movida, ma soprattutto l’ottima cucina. 

Chi sceglierà per questa Pasqua 2018 di visitare il capoluogo partenopeo si troverà davanti varie proposte che accontenteranno i gusti dei turisti più esigenti.

 Tour dell’arte

Per gli amanti dell’arte proponiamo infatti una visita al PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli, che propone una mostra dedicata al pittore Salvador Dalì; nella Basilica di San Giovanni Maggiore invece sarà possibile visitare la mostra che ha avuto un gran successo e per questo motivo resterà in città fino al mese di maggio Van Gogh the Immersive Experience; Al Palazzo reale invece per gli appassionati di musica da non perdere la mostra  curata da Renzo Arbore, Neapolitan Memories and Songs. 

Le tappe ovviamente da non perdere e da visitare  sono il Centro storico, cuore pulsante della città dove è possibile visitare la zona di San Gregorio Armeno famosa per i suoi pastori e per gli artigiani che li realizzano tutto l’anno, San Domenico Maggiore, dove nei pressi si trova il Cristo Velato, l’affascinante piazza del Gesù  con il Chiostro di Santa Chiara; la spettacolare piazza del Plebiscito con la sua maestosità,  divenuta il simbolo della città e ancora non può mancare una vista al Maschio Angioino fino ad arrivare al lungomare Caracciolo dove il protagonista insieme al mare è il Castel dell’Ovo con i suo borgo marinaro fatto di ristorantini tipici.

Ma diciamoci la verità queste sono solo alcune delle tappe da fare perchè a Napoli c’è tanto da fare ma sopratutto da vistare, questi suggerimenti possono essere considerati  solo come un assaggio, un inizio per conoscere la città.

Tour culinari…..

Ma Pasqua non è fatta solo di tour, visite guidate, ed escursioni questi giorni di festa infatti sono anche la giusta occasione per poter concedersi un peccato di gola e gustare prelibatezze culinarie tipiche della nostra zona come per esempio la pastiera napoletana. Per questo motivo una tappa al Gran Caffè Gambrinus diventa un qualcosa di irrinunciabile una meta da aggiungere a tutte le altre per assaporare in pieno il gusto del territorio campano. Sorseggiare un caffè fumante seduti ai tavolini del Gambrinus, la caffetteria che è parte integrante della storia di Napoli, assaggiare una fetta di pastiera o di colomba ripiena di cioccolato, godersi una pausa da tutto, non ha veramente eguali.Un’esperienza da non perdere per conoscere in pieno una delle città più suggestive del mondo.

La notte della befana a Napoli

L’Epifania è un giorno veramente speciale, è l’ultima ricorrenza di queste lunghe feste natalizie che ci accompagna dolcemente al ritorno della vita quotidiana fatta di lavoro e studio e di impegni vari.Anche la nostra città si prepara a celebrarla con diversi eventi e soprattutto tradizioni che ormai sono diventate parte integrante del tessuto societario partenopeo e che si tramandano da diverso tempo.

L’aria dell’Epifania si inizia a  respirare a Napoli  nei diversi giorni, giorni che precedono la fatidica notte del 5 gennaio in cui la befana arriverà nelle case per portare dolciumi e regali per tutti.Le maggiori piazze da quella di via Toledo a via Scarlatti, Piazza Cavour, ospitano banchetti con calze e dolciumi,  i commercianti  si sfidano in una battaglia a suon di dolci e caramelle. Ma l’apoteosi di questa festa arriva proprio la sera del 5 gennaio quando a piazza Mercato si realizza l’evento più caratteristico dell’intera città, suoni, balli, stand di dolci a prezzi bassissimi,  giocattoli di ogni genere, la notte della befana diventa il momento cardine per vivere una notte magica, magica come la nostra città.

Ma qual è l’origine di questa festa? Scopriamolo insieme con alcune curiosità sulla festa più dolce che ci sia.

Epifania: tra miti e leggende

Forse non tutti sanno che l’Epifania ha origine antichissime e soprattutto in pochi sanno che  prima di diventare una festa della religione Cristiana, questo tipo di celebrazione era tipica del popolo romano e di matrice pagana.Secondo un’antica leggenda, dodici giorni dopo il solstizio di dicembre, la dea Diana, sorvolava sui campi per promettere fertilità e i romani si scambiavano un dono di buon augurio per l’anno nuovo.A partire dal IV secolo d.C. la chiesa Cattolica, fece sua questa festa adattandola però alla venuta dei Re Magi alla grotta di Gesù bambino, con in mano i doni destinati al figlio di Dio.
Ma perchè la simbologia di una vecchina?Beh secondo una narrazione   popolare  i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni a una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna preferì non uscire di casa per accompagnarli. Alla fine, però pentita di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza però  riuscire nel suo intento. Così bussò  ad ogni casa che incontrava  lungo il  suo cammino, donando dolci ai bambini in cui si imbatteva, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.

 

 
 

 

Si può passare bendati tra le statue di piazza plebiscito?

Le statue equestri di Piazza Plebiscito sono state progettate e costruite (dal Canova), insieme alla piazza stessa, nell'Ottocento, perlomeno nell'assetto più similare a quello che conosciamo oggi.

C’è una leggenda, però, che le riguarda e che si tramanda ancora ai giorni nostri.

Siamo negli anni in cui la Regina Margherita è al trono.

Sembra che la nobildonna concedesse, una volta al mese, ad uno dei suoi prigionieri, di “giocarsi la vita” con una sfida molto particolare, che noi napoletani conosciamo bene anche oggi: la prova riguardava il percorrere la piazza bendato, partendo partendo dalla porta di Palazzo Reale e riuscendo a passare proprio in mezzo alle due statue. Un’impresa, a quanto pare, impossibile, tant’è che, si diceva, non era pensabile da nessun prigioniero superarla a causa di una maledizione voluta dalla stessa sovrana. Una maledizione che, evidentemente, perdura ancora sino ad oggi, perchè sembra davvero difficile percorrere in questo modo, bendati o ad occhi chiusi, la nostra Piazza Plebiscito.

La “maledizione” ai giorni nostri

Oggi sono tantissimi i napoletani ed i turisti che si cimentano in questo gioco che, pare, fosse “famoso” anche in antichità.

In effetti, la storica piazza, sede, appunto, degli omaggi a cavallo per Carlo di Borbone e Ferdinando I, nel Settecento era teatro di feste popolari, tra cui la “Festa della Cuccagna“, per cui è sempre stata avvezza ad essere teatro di giochi…

Ma tutti coloro che provano a percorrere questi 200 metri circa, bendati, cercando di sconfiggere la maledizione della Regina Margherita, si ritrovano sempre nei pressi dei locali del nostro Gambrinus o dall’altro lato.

Insomma, sembrerebbe proprio che nemmeno aver dedicato una pizza alla Regina, così buona da essere diventata famosa in tutto il mondo, abbia addolcito il suo carattere.

E voi, avete mai provato a percorrere bendati Piazza Plebiscito?

 

In copertina una meravigliosa e malinconica foto a colori, scattata tra il 1890 e il 1900.

Un caffè per Totò

Articolo di Michele Sergio

Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa del più grande attore partenopeo: il Principe Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio conosciuto semplicemente con lo pseudonimo “Totò”. Era il 15 aprile del 1967 e una folla numerosissima e commossa dava l’ultimo addio al grande attore nella Basilica del Carmine Maggiore.

Tutti dobbiamo qualcosa a Totò. Tutti noi napoletani siamo cresciuti guardando i suoi film, ripetendo le sue gang e le sue battute e ricordando i suoi sketch. A distanza di mezzo secolo i suoi film hanno ancora la capacità di farci ridere (per la sua comicità unica) e piangere (per i temi trattati ancora attualissimi).

In onore al grande attore napoletano i fratelli Sergio, patroni dello storico Gran Caffè Gambrinus, hanno deciso di dedicargli la sala principale dello storico Locale. L’evento è stato fissato per il 13 giungo (Sant’Antonio) e la madrina nonché ospite d’onore sarà Liliana De Curtis sua figlia che inaugurerà la targa del suo amato padre.

Per l’occasione si è pensato anche di realizzare una torta ed un caffè che prende spunto da quelli preparati nell’epoca di Totò. Negli anni ’50 e ’60 i napoletani erano soliti bere un caffè corretto con l’anice, il cd. “Scarffariello”. Il Caffè Totò riprende questo caffè, che come dice lo stesso nome deve essere rigorosamente scaldato con la lancetta a vapore, oltre ad essere per così dire “strapazzato” dal barista con lo zucchero ed il cacao. Il tutto decorato con il “Cappello di Totò” (un cioccolatino preparato con l’impasto della torta caprese ricoperto di cioccolato).

Sono sicuro che anche ad un “Principe” questo caffè può essere servito!

Grazie Totò