Natale con … la Cuccumella | Gran Caffè Gambrinus

Passare il Natale con i propri cari aspettando il caffè preparato con la napoletana

Articolo scritto da Michele Sergio e pubblicato su L’Espresso napoletano del mese di dicembre 2019

Il Natale è il momento più magico dell’anno e quando arriva il mese di dicembre un’atmosfera incantata ammanta piazze e case, in un clima del tutto nuovo che riscalda i cuori di grandi e piccini. Nelle città italiane si allestiscono alberi luminosissimi e presepi, tra i più belli, realizzati da abili artigiani che si tramandando passione e conoscenza di generazione in generazione. Le strade sono addobbate con luci e installazioni luminose. Le persone si sentono più felici e generose dedicando maggiore attenzione e gesti ai più bisognosi. I bambini – e Natale è soprattutto la loro festa – aspettano ansiosamente la notte della Vigilia per ricevere i doni che Babbo Natale porterà loro.

Le giornate del 24, 25 e 26 dicembre sono le più propizie per condividere il tempo con i propri cari. Incontrare un familiare, magari spesso lontano da casa per motivi di studio o lavoro, trascorrere finalmente del tempo libero con i propri genitori o i propri figli, è la cosa più bella che si possa fare in questo periodo; dedicare del tempo ai propri cari è il nostro migliore “regalo”.

Ciascuno ha la propria maniera di rendere speciale il Natale che verrà: chi lo farà con pranzi e cene luculliane, chi trascorrendo le ore giocando a carte e a tombola, chi, ancora davanti alla TV a “sorbirsi” i classici film natalizi.

Molti pensano al caffè come al miglior modo di chiudere in bellezza il pranzo natalizio e intrattenersi un’oretta ancora a tavola con i propri cari. Quest’anno sarebbe bello prepararlo con la cuccumella, la tradizionale caffettiera napoletana.

Inventata proprio a Napoli dal francese Morize nel 1819, la cuccumella ebbe sin da subito grande successo perché superava il sistema a infusione turco (che lasciava nella tazzina la polvere di caffè) grazie al filtro che consentiva, quindi, di bere un caffè senza polvere.

Originariamente in rame, poi sostituito dall’alluminio, grazie a questa caffettiera si modificò non solo il modo di prepararlo (e di berlo, non in bicchiere ma in tazza), ma addirittura i costumi: bere il caffè diventò momento di aggregazione sociale, in casa e per strada.

La cuccuma dà sicuramente un quid in più al Natale 2019! Che bello riunire la famiglia attorno al tavolo, tutti in attesa di bere il caffè “dei tiemp bell ‘e ‘na vota”; interessante ed istruttivo svolgere, poi, tutti i passaggi per la realizzazione. Vediamo insieme come si prepara il caffè con questa antica macchinetta. Il primo passaggio è macinare i chicchi con un macinino, meglio se manuale. La polvere di caffè, deve essere macinata in grana più grossa possibilmente preferire la miscela napoletana. Secondo passaggio è preparare il caffè. Versare l’acqua nel bollitore e inserire il filtro nello stesso (dopo averlo riempito con il caffè macinato fresco) e chiudere con il raccoglitore. Eduardo De Filippo, cultore massimo della cuccumella, ci ha, poi, svelato un piccolo segreto per rendere il caffè ancora più buono: versare un mezzo cucchiaino di polvere di caffè appena macinata così “nel momento della colata l’acqua bollente già si aromatizza per conto suo”.

Dopo avere riscaldato l’acqua (portarla a circa 90°) capovolgere la caffettiera. In questo modo l’acqua calda inizierà a percolare, passando per il filtro dove è stata inserita il macinato e la loro unione realizzerà il caffè. Quando il caffè è pronto e sta nel raccoglitore bisogna solo metterci il coperchio; ma come fare ad evitare che caffè possa perdere l’aroma che fuoriesce dal beccuccio? Basta realizzare una sorta di tappo arrotolando su se stesso un piccolo pezzo di carta formando un piccolo cono. Il famoso cuppetiello di eduardiana memoria è strumento importante per non lasciar disperdere l’aroma ed il gusto del nostro caffè soprattutto se bevuto nel giorno più importante dell’anno in compagnia dei propri cari.