Articolo scritto da Michele Sergio e pubblicato su il Roma il 15 settembre 2019

Il credente napoletano quando ha bisogno dell’aiuto divino non ha alcun dubbio in ordine al santo cui rivolgersi: occhi al cielo e e mani giunte comincia la sua supplica al nostro Patrono San Gennaro. Amatissimo non solo in “patria” ma anche all’estero e in tutte le comunità dove i napoletani sono emigrati, San Gennaro, vescovo e martire cristiano sotto Diocleziano, è celebrato in tutto il mondo e a New York, nel quartiere Little Italy, ogni anno si tiene la famosa Feast of San Gennaro.

Per molti fedeli partenopei, però, la relazione instaurata con il Santo non è tra le più serene, anzi, la potremmo definire conflittuale, una sorta di odi et amo per intenderci. San Gennaro è amato per i suoi miracoli, soprattutto per il “miracolo” (la liquefazione del sangue) che, secondo la credenza popolare, è garanzia di protezione per la città di Napoli ma, al tempo stesso, è “odiato”, per così dire, perché molti fedeli sono convinti che il Vescovo di Benevento non senta o, più verosimilmente, faccia finta di non sentire gli appelli e le loro insistenti suppliche.

Come si fa, quindi, a farsi ascoltare da San Gennaro ed a carpirne la benevolenza? In molti hanno cercato di riuscire nell’intento, alcuni con un’opera d’arte, altri con un quadro, altri ancora con una canzone, altri addirittura con un film, hanno voluto fare un omaggio a questo grande santo.

In campo culinario molte pasticcieri si sono sentiti in colpa per aver realizzato dolci per alcuni santi – una su tutte la zeppola per San Giuseppe – ma non per il nostro Gennaro almeno fino a quando non ha rotto gli indugi il suo omonimo sig. Ponziani Gennaro (appunto), storico direttore del Gambrinus, che ha creato il Caffè Gegè (vezzeggiativo di Gennaro, il nome, come detto, del Ponziani e del nostro Santo Patrono).

Alla classica tazzina di caffè realizzata al bar si aggiunge la cremina di zucchero, una spolverata di cacao, dopodiché si strapazza con l’aiuto di un cucchiaino ed infine si aggiunge un cucchiaino di panna disciolta a bagnomaria.

Un caffè che, si spera, addolcisca il Santo Patrono per convincerlo, ancora una volta, a fare il miracolo il prossimo 19 settembre, giorno, come è noto, in cui lo si celebra.