Il Gambrinus, salotto letterario napoletano
24 Gen 2026

Il Gambrinus salotto culturale napoletano dell’Ottocento

Il Gambrinus salotto culturale napoletano dell’Ottocento

Un luogo fisico, nel cuore di Napoli, tra i palazzi monumentali. Un punto di riferimento per intellettuali e artisti, che ha smosso le coscienze, formato il pensiero critico, creato opinione. Questo e molto altro è stato nell’Ottocento il Gran Caffè Gambrinus, anzi il Gran Caffè come si chiamava prima.

Ancora oggi il fascino del salotto letterario dell’Ottocento permane. Agli artisti e ai letterati di ieri si sono sostituiti quelli di oggi. Tutti con l’impegno di far vivere sempre le sale eleganti e raffinate del Gambrinus di musica, pensieri e opinioni.

 

Un luogo di ritrovo dal 1860

Il salotto letterario per eccellenza, dal 1860 è punto di riferimento tra i più importanti della cultura partenopea: musicisti, letterati, politici. La storia del locale inizia con l’Unità di Italia quando, nel 1860, al piano terra del palazzo della Foresteria, l’elegante edificio del 1816 che oggi ospita la sede della Prefettura, viene aperto il “Gran Caffè”. Affacciato direttamente su Piazza Plebiscito e Palazzo Reale, il Caffè diventa in breve tempo il salotto del bel mondo cittadino. La fama dovuta all’opera dei migliori pasticceri, gelatai e baristi provenienti da tutta Europa procura subito al Caffè la benevolenza della famiglia reale. Arriva, quindi, il riconoscimento per decreto di “Fornitore della Real Casa”. Un’onorificenza tributata dai Savoia soltanto ai migliori fornitori del Regno delle due Sicilie.

 

Una piccola pinacoteca

Galleria d’arte diviene da subito il cuore della vita mondana, culturale e letteraria della città: re, regine, politici, giornalisti, artisti di fama internazionale ne fanno il luogo dove incontrarsi, discutere e scrivere versi, come nella migliore tradizione europea del caffè letterario. Le sale iniziano ad essere indicate per l’argomento degli incontri e dei simposi che vi si tengono: la sala politica, la sala della vita, la sala rotonda.

 

L’eredità del Locale

Il Caffè è ormai tappa obbligata per qualsiasi visita della città: non c’è un solo viaggiatore che, arrivato a Napoli, rinunci a fare sosta al Gran Caffè Gambrinus. Lo storico locale partenopeo è sbocciato nel periodo della Belle Epoqué; infatti durante gli anni del primo novecento era il centro della cultura e dell’arte della città; ricordiamo tra gli ospiti più illustri l’imperatrice d’Austria Sissi, che degustò un ottimo gelato alla violetta, Gabriele D’Annunzio che scrisse al Gambrinus i versi della celebre canzone “A’vucchella”, Matilde Serao che fondò il quotidiano “Il Mattino” seduta proprio ai tavolini del caffè, Benedetto Croce che fece di Napoli la sua seconda città, lo scrittore irlandese Oscar Wilde che si recò nella città partenopea con Lord Alfred Douglas dopo i tristi giorni di prigionia, Ernest Hemingway, il filosofo francese Jean-Paul Sartre che scrisse pensieri su Napoli ai tavolini del Gambrinus.

Emanuela Sorrentino