Il Carnevale a Napoli: storia, usanze e dolci tipici | Gran Caffè Gambrinus
di Simona Vitagliano

A Carnevale, si sa, ogni scherzo vale, ma a Napoli anche un po’ di più!

La capitale partenopea è da sempre conosciuta nel mondo per le sue tradizioni folkloristiche piene di colori, allegria e sapori irresistibili e questa festività  non fa certo eccezione nel nostro calendario… anzi!

Andiamo, quindi, a scoprire insieme le origini e le usanze tipiche che riservano i napoletani a questa ricorrenza.

Origini e storia

Come abbiamo visto chiacchierando in merito al Carnevale borbonico, le origini di questa festa nella storia della nostra città  sono molto antiche, ma riscontrano la più grande fastosità  ed importanza proprio durante il regno di Carlo di Borbone, nel diciottesimo secolo, quando il Carnevale diventava l’occasione di scambiarsi i ruoli, di rimpinzarsi di leccornie messe a disposizione – anche dei più poveri – dal re nelle “cuccagne” (strutture di legno simili a moderni chioschetti) e per fondere tutti i ceti sociali in un’unica divertente ed irriverente mascherata a suon di ironia e… di qualche bicchierino di troppo.

I nobili che non partecipavano a questi pazzi festeggiamenti, dal canto loro, organizzavano eleganti balli in maschera nei loro palazzi, dove sfoggiavano abiti dai tessuti pregiati curati in ogni singolo, minuscolo dettaglio per un effetto scenico che, oggi, sarebbe a prova di Instagram!

Food

Sono moltissime le proposte gastronomiche legate al Carnevale in tutte le regioni italiane e, per la verità , in ogni angolo del mondo, ma a Napoli la tavola di questo periodo si inonda soprattutto di chiacchiere e sanguinaccio.

Le chiacchiere napoletane, in particolare, sono sottili strisce di pasta fritta ricoperte da zucchero a velo che, di solito, vengono servite accanto ad una ciotolina di sanguinaccio, una crema di cioccolato fondente che, un tempo, si preparava – da lì il nome – realmente con del sangue di maiale (poi bandito dalla cucina in tempi moderni per motivi di salute ed igiene).

Ma c’è anche una protagonista tutta salata che fa capolino durante pranzi e cene, in questo periodo: la lasagna!

Anche questa portata ha una storia che affonda le radici in moltissimi secoli fa: pare risalga alla fine del 1700 e al Regno delle due Sicilie; addirittura, sembra che Ferdinando II l’apprezzasse così tanto da essere soprannominato “Re Lasagna“.

Si tratta di un lussurioso agglomerato di ingredienti superlativi, dal ragù di carne lasciato a pippiare sul fuoco lento per ore, come tradizione vuole, alle polpettine di carne fritte, dalle uova sode alla ricotta, dal fior di latte al pecorino… insomma, niente di leggero, ma quanto gusto!

Divertimento e tradizione

Ma come si trascorre il Carnevale a Napoli?

Come in ogni città  del mondo, si passano intere giornate a pensare al travestimento da indossare e ci sono anche pochi fortunati che, grazie ad una tradizione sartoriale di famiglia, riescono a confezionarsi il vestito perfetto, ritagliato intorno alla propria figura e ai propri desideri, forgiandolo con le proprie mani!
Sono i bambini, tuttavia, a non rinunciare mai ad un costume originale e colorato, soprattutto perché si divertono ad organizzare scherzi buffi e cattivelli agli adulti a base di stelle filanti spray, coriandoli e chi più ne ha più ne metta!

Infatti, soprattutto durante il Martedì Grasso, tutti sanno che è rischioso girare per la città  con abiti pregiati… potrebbe celarsi uno scugnizzo dispettoso dietro ogni angolo!